I casi aumentano a 54 ma c’è il primo guarito

Primi ricoveri in terapia intensiva. Positivo un 68enne morto all’improvviso Forse un focolaio a Città Sant’Angelo. Dimesso il paziente di S. Giovanni Teatino
PESCARA . Continuano ad aumentare i casi di coronavirus in Abruzzo: nel giro di 24 ore se ne registrano ventuno in più, per un totale di 54. E per la prima volta dall’inizio dell’emergenza ci sono dei pazienti in terapia intensiva, perché interessati da una grave insufficienza respiratoria. C’è poi il caso di un uomo pescarese morto all’improvviso e su cui la positività al Covid-19 è stata accertata solo dopo il decesso. Intanto, nel Pescarese, nella zona di Città Sant’Angelo e nelle aree limitrofe, visti i numerosi casi, si ipotizza l’insorgenza di un focolaio. L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, parla di «situazione che si complica». Ma tra tante notizie negative ce n'è anche una positiva: il primo paziente dimesso in Abruzzo.
Oltre 300, dall'inizio dell'emergenza, i tamponi eseguiti in tutta la regione ed analizzati nel laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale. Ventuno i nuovi casi accertati ieri. Da Pescara a Città Sant'Angelo, da Rosciano a Francavilla al Mare, da Ortona ad Arielli e a Montefino la mappa del Covid-19 in Abruzzo si ingrandisce giorno dopo giorno. C’è poi il caso di una positività accertata solo dopo la morte: si tratta di un 68enne, deceduto all’improvviso con una sindrome respiratoria acuta, sul cui cadavere è stato eseguito il tampone.
Le quattro Asl, insieme alla task force della Regione Abruzzo, stanno lavorando incessantemente sul cosiddetto tracciamento dei contatti, per individuare tutti coloro con cui i pazienti risultati positivi siano entrati in contatto, affinché si sottopongano a isolamento fiduciario. In tutto l’Abruzzo, infatti, sono già in quarantena centinaia di persone. Gli esperti sono al lavoro anche per studiare le relazioni epidemiologiche, finalizzate ad appurare quale sia l’origine del contagio nei casi di positività. In tal senso è poco chiaro quanto sta avvenendo in provincia di Pescara, in particolare a Città Sant’Angelo e nelle zone limitrofe, dove si sono registrati numerosi casi, dopo il primo, cioè quello del 69enne inizialmente ricoverato a Penne e poi trasferito a Pescara. Le autorità sanitarie tengono sotto osservazione questi casi e ipotizzano l’insorgenza di un focolaio. L’origine del contagio, infatti, al momento non è chiara e non è da escludere che un soggetto positivo ma asintomatico abbia potuto contagiare altre persone. Se così fosse, i casi accertati potrebbero essere solo la punta dell’iceberg. Intanto, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza ci sono pazienti ricoverati in terapia intensiva. Ma ciò che più preoccupa è che alcuni di questi sono giovani. A Pescara, ad esempio, in tre casi si tratta di persone di circa 40 anni. Tutti hanno una grave insufficienza respiratoria e sono sottoposti a ventilazione meccanica. Non mancano però pazienti i cui sintomi sono lievi e che, di conseguenza, sono a casa, sottoposti a sorveglianza attiva da parte delle Asl. L’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, parla di una «situazione che si complica», perché «il virus sta circolando», ma sottolinea che si tratta del «picco che prevedevamo e per cui ci eravamo preparati. Se questo è l'andamento», sottolinea, «potremmo aspettarci un potenziale aumento dei casi, ma siamo comunque in attesa, nei prossimi giorni, dei primi effetti delle restrizioni disposte a livello nazionale, che fanno ben sperare». Si lavora, inoltre, per potenziare le strutture di terapia intensiva: a Pescara, ad esempio, in Malattie infettive è stata già ampliata sfruttando degli spazi della Geriatria; nella stessa direzione stanno operando le altre Asl. «Devono arrivare nuove strumentazioni per allestire nuovi posti letto», sottolinea Verì, «ma ci sono dei tempi tecnici. In ogni caso con i numeri attuali la situazione è assolutamente gestibile». In una giornata inevitabilmente segnata dall'impennata dei casi, non mancano le notizie positive. C'è, infatti, il primo paziente dimesso: è tornato a casa il rappresentante 48enne di San Giovanni Teatino fino ad oggi ricoverato a Pescara. Le condizioni dell'uomo sono man mano migliorate e ora sono stabili. Continuerà comunque ad essere sottoposto a monitoraggio da parte della Asl. Migliorate in modo significativo, inoltre, le condizioni del 32enne di Lanciano ricoverato a Chieti. E' risultato negativo al tampone di controllo e, nei prossimi giorni, dopo i nuovi test, potrebbe esserne dichiarata la guarigione.

