I casi però restano alti Sono 343 in un giorno
E i contagi a scuola non rallentano: 130 classi in quarantena
PESCARA. È ancora alto il numero dei contagi accertati nelle ultime ore in Abruzzo: sono 343. Anche il confronto settimanale dei dati conferma il graduale peggioramento della situazione. Al dato relativo ai casi accertati, però, si contrappone quello sui ricoveri, che sono in lieve calo. Sette i decessi recenti. La zona più colpita, analizzando i numeri di ieri, è l’area metropolitana, che negli ultimi giorni registra dati in rapida crescita. Problemi, poi, nelle scuole: in tutta la regione sono in quarantena oltre 130 classi.
ANCORA MORTI. Alla luce dei dati più recenti, il bilancio delle vittime sale a quota 1.453. I sette decessi segnalati nel bollettino della Regione, due dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 56 e 86 anni: due in provincia di Chieti, una in provincia di Pescara, tre in provincia dell’Aquila e una in provincia di Teramo. Le cinque vittime più recenti sono un 56enne di Martinsicuro, una 73enne dell’Aquila, una 74enne di Pescara, un 81enne di Guardiagrele e una 86enne di Ortona.
NUOVI CASI. I 343 nuovi casi sono emersi dall’analisi di 3.848 tamponi molecolari: è risultato positivo l’8,91% dei campioni, percentuale più alta da venti giorni. Il dato scende al 6,4% considerando anche i test antigenici (+1.505).
Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di cinque mesi della provincia di Chieti e il più anziano è un uomo di 95 anni della provincia di Pescara. A livello provinciale, l’incremento più consistente si registra nel Pescarese (+155), seguito dal Chietino (+100). Numeri più bassi nel Teramano (+43) e nell’Aquilano (+38).
AREA METROPOLITANA. Le località con più nuovi casi sono Pescara, con 75 contagi - dato più alto degli ultimi due mesi - Montesilvano (25), San Giovanni Teatino (17), Sulmona (16), Francavilla al Mare (16), Spoltore (15), Giulianova (15) e Atessa (11). Otto i casi a Chieti e tre a Città Sant’Angelo. I numeri confermano come il virus stia colpendo in particolare l’area metropolitana, dove ieri sono emersi circa 160 casi sui 343 complessivi. Più in generale, la crescita riguarda l’intera fascia costiera.
CONFRONTO SETTIMANALE. Dal confronto settimanale dei dati emerge un lieve peggioramento per quanto riguarda i contagi, mentre si registra una riduzione dei ricoveri. I nuovi casi, negli ultimi sette giorni, sono stati 1.716, contro i 1.509 del periodo 15-22 gennaio. Aumentano anche i decessi: 78 nell’ultima settimana, 64 nella precedente.
Rallenta, poi, la discesa degli attualmente positivi al virus: 431 in meno negli ultimi sette giorni, 748 in meno tra il 15 e il 22 gennaio. Scende, però, il numero dei pazienti ospedalizzati, che sono 52 in meno.
RICOVERI. Con i dati di ieri, gli attualmente positivi sono due in più, per un totale di 10.068 persone: 389 pazienti (-10 rispetto a giovedì) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 40 (invariato, al netto di decessi, dimissioni e quattro nuovi ricoveri) sono in rianimazione. Gli altri positivi, 9.639 persone (+12), sono in isolamento domiciliare. I guariti delle ultime ore sono 332, per un totale di 30.538 persone. CAOS SCUOLE. I nuovi positivi con meno di 19 anni, cioè in età scolare, sono 86: sei in provincia dell’Aquila, 40 in provincia di Pescara, 29 in provincia di Chieti e undici in provincia di Teramo.
E infatti le scuole, in Abruzzo, rappresentano un problema in questa fase della pandemia. Oltre 130, in tutta la regione, le classi finite in quarantena, per un totale di alcune migliaia di persone, tra studenti, docenti e collaboratori. Le Asl parlano di «recrudescenza dei contagi» e, in alcuni casi, di vera e propria emergenza. Situazioni più delicate a Pescara e in provincia, dove sono più di settanta le classi in quarantena, e nel Chietino (45). Numeri alti anche nell’Aquilano, con oltre 20 classi in isolamento. Situazione più tranquilla, invece, nel Teramano.

