I casi positivi salgono a 33 Sono 250 i tamponi eseguiti

10 Marzo 2020

Impennata di 16 contagi in un solo giorno. Prime infezioni tra i pazienti ospedalieri e gli operatori sanitari. Presto l’arrivo di rinforzi nel laboratorio analisi di Pescara

PESCARA. Brusca impennata di casi di contagio da coronavirus in Abruzzo, che raggiungono quota 33, con un aumento di 16 pazienti in circa 24 ore, nel giorno in cui il premier Conte dichiara tutta l'Italia “zona protetta” per provare a contenere la diffusione. Le situazioni più critiche sono quelle di Penne e Pescara, dove si registrano le prime infezioni tra i pazienti dei reparti ospedalieri e tra gli operatori sanitari. Tra bufale e fake news che interessano anche l'Abruzzo generando inutile allarmismo, in tanti - dal mondo politico agli esperti locali di salute - rilanciano la campagna del Governo #iorestoacasa, un appello alla responsabilità dei cittadini affinché limitino le relazioni sociali.
Per l'Abruzzo è il giorno peggiore dell'emergenza coronavirus: 16 nuovi casi nel giro di 24 ore. Tra questi c'è il sindaco di Penne, Mario Semproni, medico nell'ospedale del capoluogo vestino. Lì, infatti, domenica era stata accertata la positività di un 69enne di Città Sant'Angelo ricoverato nel reparto di Medicina e poi trasferito a Pescara. Di conseguenza, erano scattati accertamenti sul personale sanitario. Oltre al sindaco, ha contratto il Covid-19 anche un altro medico dell'ospedale. Positive, poi, tre donne, tra cui un'operatrice sanitaria, entrate in contatto con il 69enne. Quelli di Penne non sono gli unici medici contagiati. Ce ne sono altri due risultati positivi, uno in servizio all'ospedale di Pescara e l'altro al punto di primo intervento del presidio di Pescina, che è stato subito chiuso per la sanificazione. All’Aquila, invece, è positivo un uomo entrato in contatto con un altro paziente affetto da Covid-19. Contagiate, inoltre, quattro persone, tra cui due familiari, entrate in contatto con il 58enne di Ortona, proprietario di un bar in località Villa Caldari, morto la scorsa settimana e risultato positivo durante gli accertamenti necroscopici. Ci sono poi una donna di Castiglione Messer Raimondo, prima ricoverata ad Atri e poi trasferita nel reparto di Malattie infettive di Teramo, e due donne di Pescara, entrambe all'ospedale del capoluogo adriatico.
Ventisette, nel complesso, i pazienti ricoverati in ospedale. Gli altri sono in isolamento domiciliare, con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Circa 250 i tamponi analizzati dal laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale per l'emergenza. Proprio nel laboratorio - dove da due settimane gli operatori lavorano instancabilmente, giorno e notte, per eseguire i test - a breve dovrebbe arrivare nuovo personale, considerata la mole di lavoro. Così come accaduto a Penne, una situazione delicata si è registrata all'ospedale di Pescara. Un paziente ricoverato nel reparto di Medicina, infatti, è risultato positivo al primo test ed è stato quindi attivato il protocollo che prevede tampone e sorveglianza sanitaria su pazienti e personale. Nel presidio sanitario pescarese, tra l'altro, era già stata accertata la positività di una operatrice del laboratorio rientrata da una vacanza nel Nord Italia; ha contratto il Covid-19 anche suo marito. Le Asl e la task force istituita dalla Regione Abruzzo stanno lavorando senza sosta sul cosiddetto tracciamento dei contatti, per rintracciare tutti coloro che abbiano interagito con i pazienti risultati positivi, affinché si sottopongano ad isolamento domiciliare per 14 giorni. La quarantena si è già conclusa per le 13 persone che avevano avuto contatti con il “paziente 1” abruzzese, cioè il 50enne della bassa Brianza che era in vacanza a Roseto degli Abruzzi e che ora è ricoverato a Teramo insieme alla moglie e ai due figli, anche loro positivi. Intanto, in tutta la regione, proseguono i controlli, da parte di Protezione civile e forze dell'ordine, soprattutto all'aeroporto e nelle stazioni, per informare tutti coloro che rientrano dalle zone a rischio del Nord Italia della quarantena obbligatoria imposta dalla Regione con apposita ordinanza. Per chi viola la quarantena sono previste sanzioni pesanti, fino al carcere. Come in ogni emergenza, non mancano le bufale, che corrono soprattutto sui social: da Pescara a Penne e fino a Ortona, c'è chi si è divertito a mettere in giro voci su presunti casi positivi e su possibili "untori" affetti dal Covid-19, generando ulteriore allarmismo in una situazione già caotica.
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