I ciclisti: «Due piste lungo viale Bovio»

17 Marzo 2019

Quattro osservazioni al piano generale del traffico, che ora dovrà essere approvato in consiglio

PESCARA. Sono 4 le osservazioni al piano generale del traffico urbano arrivate negli uffici del Comune da parte di cittadini e associazioni. I termini per la presentazione dei documenti di analisi dell'intero progetto o di una parte di esso sono scaduti venerdì scorso. Come ha confermato l'assessore alla Mobilità Marco Presutti, una volta esaminate ed eventualmente recepite le osservazioni, il prossimo passaggio è l'approvazione in consiglio comunale e l'entrata in vigore. Il piano generale del traffico, nelle circa 200 pagine di studio, ipotizza nuovi limiti di velocità in centro, ai Colli e a Porta Nuova e l'istituzione di sensi unici e zone con limite di velocità di 20 o 30 chilometri orari. Il progetto è scaturito dalla verifica dello stato di attuazione del piano urbano esistente, risalente al 2005, e dallo studio degli scenari della mobilità urbana alla luce degli indirizzi programmatici dell’amministrazione. Una visione che può sembrare ambiziosa, ma che per qualche associazione denota «poco coraggio» visto che «individua i problemi, ma li affronta con timidezza». È il caso di Fiab Pescarabici, presieduta da Filippo Catania, che ha inoltrato alcune considerazioni sull'impianto generale del piano traffico e un’analisi dettagliata relativa all’asse viario viale Bovio-via Nazionale Adriatica Nord «per cercare di capire cosa potrebbe accadere se si provasse a fare qualche cambiamento “coraggioso” nella organizzazione della mobilità». Il tratto analizzato, come si legge sul documento di Pescarabici, è compreso tra la rotatoria di via Michelangelo fino al confine con Montesilvano e si estende per 3,2 chilometri (6.400 metri lineari), con doppio senso di marcia. Presenta dai 530 ai 640 parcheggi per le auto su entrambi i lati della carreggiata, 10 fermate dell'autobus e ben 258 attività commerciali che insistono lungo la via. «L'analisi», scrive Pescarabici, «ha rivelato una dinamica commerciale di indubbio interesse, forse anche inattesa per una strada ritenuta, a questo punto a torto, solo di transito». In questo scenario l’associazione non ha cancellato i posti auto, ma li ha redistribuiti nelle 55 arterie ortogonali all’asse viale Bovio-via Nazionale Adriatica Nord (11 posti auto per via) e ha ipotizzato di realizzare al posto dei parcheggi due piste ciclabili monodirezionali, in sede propria, su entrambi i lati della strada, larghe 2 metri e dotate di stalli per la sosta delle biciclette. «Il piano generale del traffico urbano», evidenzia l'associazione Pescarabici, «lo abbiamo letto e analizzato e la considerazione più immediata che ci sentiamo di fare è che, tralasciandone la premessa lunga quasi metà studio, si tratti di un piano alla fine poco coraggioso, che individua i problemi ma li affronta con timidezza. Sì, perché il report finale, di ben 200 pagine, fa ben sperare per una sua buona parte, in quanto i temi della sostenibilità appaiono prevalenti: troppe auto in giro, soprattutto troppe auto ferme, cioè troppi parcheggi, pochi autobus, poche biciclette e pochi spazi per pedoni. Una situazione che oltre a far male alla salute dei cittadini fa male al tessuto commerciale urbano e quindi all’economia».
Ylenia Gifuni