I cittadini: «A Rancitelli siamo stati lasciati soli»
PESCARA. «A Rancitelli in questi anni siamo stati abbandonati dalle istituzioni e dai partiti. Con le associazioni, la Caritas, l’università e le scuole abbiamo continuato a riunirci e creato la rete...
PESCARA. «A Rancitelli in questi anni siamo stati abbandonati dalle istituzioni e dai partiti. Con le associazioni, la Caritas, l’università e le scuole abbiamo continuato a riunirci e creato la rete per la coesione sociale della periferia ovest di Pescara. Abbiamo fatto da soli tutto quello che lo Stato non ha mai fatto nel nostro quartiere». Lo dice tutto di un fiato Francesca Di Credico, presidente del comitato spontaneo dei cittadini di Villa del Fuoco “Per una nuova Rancitelli”, ieri pomeriggio nella sala parrocchiale della chiesa del Beato Nunzio Sulprizio.
«I problemi», aggiunge Di Credico poco prima dell’intervento del vice ministro Matteo Guidi, «derivano dall’alta concentrazione di case popolari e di persone di etnia rom non stanziali che non si sono mai integrate con la popolazione del luogo. La repressione spetta alle forze dell’ordine, ma non basta. Questo è un quartiere dormitorio dove mancano i servizi, come in tante altre periferie. Bisogna creare i servizi per ripartire».
A risponderle è il senatore del Pd Luciano D’Alfonso: «Il contrario della paura, in senso laico, è il progetto. Con la Nuova Pescara bisogna dare corpo a una nuova città che valorizzi le vocazioni dei centri che si aggregano. Bisogna riconvertire il cementificio e trasformarlo in un parco tematico a servizio della città, evitando che produca altro cemento o plastica e aprendo i suoi terreni alla città per farci diventare come la California. Qui, a Rancitelli, bisogna costruire la nuova sede dei vigili del fuoco e destinare la caserma di oggi all’ampliamento dell’università. E, ancora, bisogna realizzare qui la nuova sede della Regione perché dovunque, nel mondo, gli edifici che ospitano le intelligenze si mettono non al centro della città, ma dove c’è bisogno di ulteriore riqualificazione».(y.g.)
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