I cittadini collaborano: segnalati nuovi scarichi

La mappa della Capitaneria comprende già 52 sversamenti fuori legge Dopo i sequestri, segnalate alla Procura altre situazioni non a norma
PESCARA. Sono 52 gli scarichi abusivi, cioè non autorizzati dalla Provincia, trovati sul fiume Pescara, risalendo dalla foce per una ventina di chilometri. E il lavoro di accertamento su questi scarichi non si limita ad appurare l’esistenza dell’autorizzazione: la Capitaneria di porto sta anche cercando di capire, attraverso prelievi e analisi, se il materiale sversato nel fiume sia inquinante o meno. È un lavoro «ciclopico», come lo definisce il comandante della Capitaneria di porto, Enrico Moretti, che sta investendo in questa attività molte risorse umane, cercando di tagliare al massimo i tempi.
I primi risultati dell’indagine, portata avanti con il Corpo forestale dello Stato, sono i sequestri dei depuratori di Manoppello (già sequestrato nel 2011) e Lettomanoppello, nonché delle condotte e degli scarichi individuati a Tocco da Casauria, in località Sant’Anna e Francoli. A Villa Raspa di Spoltore, invece, sempre la Capitaneria ha intercettato uno scarico della fogna direttamente nel fiume e lo ha fatto grazie ad un elicottero con un sistema di scansione a infrarossi, facendo intervenire subito dopo l’Aca per un lavoro d’urgenza. Altre situazioni fuori legge sono già state rilevate e segnalate alla Procura della Repubblica (pm Andrea Papalia), che si sta occupando da mesi dell’inquinamento del fiume e del mare (ad ora gli indagati sono due tecnici dell’Aca, Lorenzo Livello e Bartolomeo Di Giovanni) per cui presto potrebbero scattare altri sequestri, ma il percorso appare ancora lungo, perché non tutti i 52 scarichi sono stati già esaminati.
Fino ad oggi le verifiche hanno preso spunto da un dossier della Regione (che parla di 48 scarichi, tra Pescara, Santa Teresa e Chieti Scalo, e mette in evidenza l’inquinamento da metalli pesanti pericolosi) ma anche dai dati in possesso della Provincia, che rilascia le autorizzazioni, e dai controlli portati avanti da Capitaneria e Forestale, per cui la banca dati è in continua evoluzione. Nell’ultimo periodo, poi, si sta lavorando sulle segnalazioni dei cittadini che chiedono di tenere d’occhio situazioni sospette, spesso nascoste dalla vegetazione fitta e quindi difficili da scovare. Tra le tecniche utilizzate per appurare il percorso seguito dagli scarichi, c’è l’utilizzo di sostanze traccianti, una polverina colorata (fluoresceina) che diventa fluorescente e evidenzia senza ombra di dubbio le situazioni non in regola. All’attività delegata dalla Procura, si affianca quella degli enti che hanno competenza in questo campo, a partire dall’Aca che più volte è stata sanzionata (anche dalla polizia provinciale) per gli scarichi non autorizzati e il superamento dei limiti di legge degli inquinanti ed è stata sollecitata ad intervenire per superare le anomalie riscontrate. Proprio l’Aca ha reso noti, all’inizio del mese, gli scarichi esistenti in città, dalla Madonnina al ponte nuovo, tra cui quelli all’altezza del ponte in via di realizzazione, che raccoglie le acqua reflue di via Gran Sasso, oltre a quelli sulle golene nord e sud. E sempre l’azienda acquedottistica ha richiamato l’attenzione del sindaco di San Giovanni Teatino, dopo aver scoperto due allacci abusivi sul fossato di raccolta delle acque bianche in via Aldo Moro.
Su via Raiale, a Pescara, i riflettori si sono accesi pubblicamente dopo il blitz del presidente della Regione Luciano D’Alfonso che ha voluto chiudere personalmente uno scarico (già chiuso) ricordando che quella zona è tra indicata nel dossier della Regione, uno studio che punta l’indice contro i reflui civili e industriali e segnala scarichi all’altezza dell’aeroporto e di Fosso Grande.
La situazione è ancora altamente critica, nonostante gli interventi annunciati dal Comune (o in via di programmazione) per convogliare i reflui al depuratore. E lo dimostrano i dati sulla qualità delle acque di fiume e mare, che all’inizio del mese erano addirittura peggiori rispetto ai valori riscontrati nelle analisi precedenti. Il tunnel sembra senza uscita.
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