I cittadini delle periferie in piazza «Le nostre case cadono a pezzi»

4 Agosto 2019

Manifestazione davanti alla sede della Regione con Pettinari e i consiglieri comunali di M5S Alloggi popolari pieni di muffa e di infiltrazioni dopo la grandinata: «Subito fondi dalla Regione»

PESCARA. Sono scesi in piazza gli inquilini delle case popolari di Pescara, accompagnati dal consigliere regionale Domenico Pettinari, per chiedere fondi da destinare alla cura delle loro abitazioni e alla sicurezza dei quartieri più complicati.
Ieri mattina si sono dati appuntamento sotto la sede della Regione in piazza Unione, dove hanno pacificamente esposto le loro ragioni: «Abbiamo voluto mettere insieme tutte le periferie di Pescara», spiega il consigliere pentastellato, accompagnato da Erika Alessandrini, Massimo Di Renzo e Paolo Sola.
«Ci sono rappresentanti di Fontanelle, via Rigopiano, Zanni, San Donato, Rancitelli e Borgo Marino. Tutte queste zone sono accomunate dal problema legato all'edilizia popolare. Si tratta di case o di proprietà comunale o dell'Ater, costruite male e che con il tempo diventano sempre più fatiscenti. Sono piene d'infiltrazioni e muffa e la recente grandinata ha peggiorato la situazione. Parliamo di tetti ormai scoperchiati che lasciano penetrare la pioggia in case dove vivono anche disabili e bambini. Per questo, la prima richiesta che facciamo è rivolta alla Regione Abruzzo per mettere in sicurezza le case popolari di sua proprietà. Il presidente Marsilio la smetta di fare leggi propagandistiche e si limiti ad applicare quelle che già ci sono. Piuttosto, sarebbe il caso di pensare a uno stanziamento di fondi necessario all'intervento».
Poi prosegue: «In secondo luogo, per ripristinare la sicurezza bisogna buttare fuori dalle case popolari tutte quelle persone che non ne hanno diritto e che sono lì solo per delinquere, senza pagare l'affitto. Solo nella provincia di Pescara ci sono almeno 150 casi. Per finire, visto che il progetto Strade Sicure ha fatto tanto discutere, noi chiediamo un potenziamento delle forze dell'ordine in questi quartieri, con presenze fisse 24 ore al giorno, anche attraverso l'utilizzo del Cio dei carabinieri (Compagnia intervento operativo), che è una struttura di supporto che viene assegnata a quelle città più pericolose per azioni straordinarie di sicurezza e di ordine pubblico».
E dopo Pettinari a parlare sono i diretti interessati: «L'intero quartiere è in stato di abbandono», dice Enzo Iannotti di Borgo Marino. «Abbiamo più volte segnalato la presenza di topi, ma da politica e istituzioni c'è il disinteresse più totale. A questo aggiungiamoci la crescita del numero di delinquenti e drogati».
Non molto diversa la situazione a Zanni, come dice Osvaldo Iezzi: «Dopo i danni della grandine nessuno è venuto a riparare le nostre abitazioni. Solo sopralluoghi. Siamo qui per lanciare l'ennesimo appello alla politica affinché si intervenga realmente». E a San Donato e via Tirino preoccupa lo stato delle costruzioni: «I balconi sono vecchi e malridotti, diversi cornicioni pericolanti», affermano Enzo Di Sante e Laura D'Ottavio. «E' un pericolo per tutti ma nessuno interviene», concludono.