I colleghi: era serena, siamo increduli

Il titolare del bar: ha finito il turno, ci ha salutati dandoci appuntamento al giorno dopo
CELANO. Quando l’ha salutata per l’ultima volta, nulla lasciava presagire quello che sarebbe successo il mattino seguente. E ora Nestore Pestilli, titolare del bar in cui lavorava Gemma Paris, è sconvolto dalla tragedia che si è consumata in via Fonte Grande: «Aveva finito il suo turno poco dopo l’una, ci siamo salutati dandoci appuntamento al giorno successivo. Ma Gemma era tranquilla, rideva e scherzava con una sua collega. Mai avremmo pensato a una cosa del genere. Siamo tutti devastati», racconta con la voce rotta dall’emozione. La giovane mamma lavorava al bar Pestilli di piazza Aia, poco lontano dall’abitazione in cui ha perso la vita, dall’agosto scorso. Nestore, che insieme al fratello ha ereditato l’attività dai genitori quasi trenta anni fa, aveva bisogno di nuovo personale e Gemma si presentò per un colloquio: «Era una ragazza molto riservata ma le dicevo che era portata per questo lavoro perché era molto socievole con i clienti ed era solare con tutti». La donna ha lavorato nel bar fino a tardi come ogni sera. Poco prima di rincasare, l’ultimo saluto a Nestore e alla collega: «A domani, buonanotte», le parole prima dell’addio. Al bar, Gemma condivideva i turni con altre tre persone, oltre ai due titolari: «È come se fossimo una piccola famiglia», continua ancora Pestilli, «la nostra, inoltre, è una delle attività commerciali storiche della città ed è frequentata ogni giorno da molti clienti, che ormai avevano fatto amicizia con Gemma. Aveva un bel rapporto con tutti». Pestilli dice di non aver mai notato i problemi che affliggevano la giovane madre: «Nessuno di noi poteva immagine un qualche tipo di disagio. Anzi, parlava spesso dei suoi figli ed era una mamma che teneva molto a loro. Quando abbiamo saputo quello che era successo, siamo rimasti senza parole. Perché di parole, davanti a tragedie come questa, non potranno mai esserci». L’ultimo pensiero è rivolto alla famiglia: «Siamo vicini al dolore dei familiari, c’è molta incredulità per quello che è successo», dice commosso. Prova ancora a scavare dentro di sé per trovare le parole: «Non ce la faccio, non ci riuscirò mai».
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