I comitati di Spoltore: «Salvate Palazzo Toppi»

Appello al Comune di associazioni e cittadini per rilanciare lo storico edificio inserito nel piano alienazioni 2020/2022. «Asilo d’infanzia o sede municipale»
SPOLTORE . Un patto di collaborazione con l'amministrazione comunale per salvare l’ex municipio in via delle Rose, Palazzo Toppi, ultimo baluardo della storia sociale e culturale spoltorese. E' quanto chiede con animo «determinato e costruttivo» il Comitato cittadino “Riapriamo l’antico Comune di Spoltore”, la comunità di cittadini e associazioni del territorio (Archeoclub d’Italia, Italia Nostra, I Colori del Territorio, La Centenaria, Cinque Borghi di Spoltore, Deposito dei Segni Onlus, Pro Loco, Società operaia di mutuo soccorso di Spoltore), decisi a non perdere «l'unico edificio storico rimasto nel centro antico, una risorsa che adibita a uso pubblico potrebbe far ripartire la vita del centro, svuotato dalla continua perdita di attività e ridotto ormai a dormitorio».
IL VALORE STORICO Il punto su cui insiste la nutrita community è nel riconosciuto valore culturale storico-identitario dell’ex municipio di Spoltore. Riconoscimento accreditato dalla direzione generale archeologica belle arti e paesaggio dell’Abruzzo che nel luglio scorso ha recepito la richiesta per l’avvio del procedimento amministrativo e il conseguente riconoscimento del valore culturale dell'immobile. Si teme però che il palazzo possa essere svenduto o sottratto alla sua funzione pubblica consolidatasi nei secoli. Accade, in effetti, che la giunta comunale abbia approvato l'inserimento dello storico edificio, che risale al XV secolo, nel piano alienazioni e valorizzazioni 2020/2022.
LA PROTESTA Un obiettivo, quello di dismettere l’ex municipio, protesta il Comitato, che trova forte dissenso anche da parte di storici, professionisti e operatori culturali. Il palazzo è ancora oggi in ottime condizioni strutturali, a due passi dalla centrale piazza D’Albenzio. Piazza finalmente pedonalizzata, osservano, ma desolata per l'assenza di servizi alla collettività. Il riuso pubblico di Palazzo Toppi come sede distaccata del Comune, asilo d'infanzia o altra attività di pubblica utilità rappresenterebbe un punto di forza per la rivalutazione del centro cittadino. Un bene già posto all'attenzione dell’opinione pubblica attraverso iniziative, incontri pubblici e conferenze promosse dal comitato cittadino in cui ci si è sempre espressi in favore del recupero, riutilizzo e conservazione della sua destinazione pubblica. Documenti storici riportano dell’esistenza al suo interno di cisterne d’acqua e fosse del grano di indubbio interesse archeologico. L'importante edificio si compone di tre livelli che sviluppano una superficie di circa 600 metri quadrati. Attualmente il bene non è utilizzato, negli ultimi anni è stato interessato solo da interventi di messa in sicurezza.
MANCA UN PROGETTO D’USO «Si tratta di un immobile strutturalmente sano che manca però di un progetto d'uso», riassume l'architetto Edgardo Cotellucci, presidente dell'associazione di promozione sociale “I colori del territorio”, «La ricerca di contributi europei di natura finanziaria agevolerebbe le molte possibilità di recupero del manufatto». Alla conferenza del 23 gennaio in Provincia, racconta Cotellucci, il presidente della Soms Luigi Scurti ha illustrato le proposte avanzate dal comitato cittadino tese ad attivare ogni procedura per il riuso e il mantenimento della destinazione pubblica dell’intera struttura.
«Chiediamo un incontro», scrive il comitato al sindaco Di Lorito e alla sua amministrazione, «per attivare una nuova collaborazione tra amministrazione comunale e organizzazione dei cittadini con i seguenti obiettivi: 1) prescindere da ogni eventuale procedura che possa portare alla dismissione dell’ex Comune in via delle Rose; 2) approvare un regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni; 3) adottare un patto di collaborazione per la riapertura e il riutilizzo a fini sociali dell’ex edificio comunale». «Siamo ancora in attesa di una risposta, ma siamo fiduciosi nell'apertura di un tavolo operativo», dice Cotellucci.

