I commercianti contro il Megalò 2

Sit-in all’Aquila: «Alza il rischio di esondazioni del fiume e danneggia i negozi»
PESCARA. No a un ennesimo centro commerciale, no ad altro cemento sul fiume Pescara: i commercianti pescaresi sul piede di guerra contro la realizzazione del Megalò 2, progettato nell’area di Chieti scalo a fianco al Megalò e all’alveo del corso d’acqua.
Giovedì si riunirà in Regione all’Aquila il comitato per la Valutazione di impatto ambientale (Via) della nuova struttura della grande distribuzione e la Confcommercio, con Sib Balneatori e le altre associazioni di categoria intendono «presidiare la riunione e possibilmente parlare», spiega Celso Cioni, direttore di Confcommercio Abruzzo, annunciando l’arrivo nel capoluogo di regione di pullmann di manifestanti da Pescara, Chieti, Teramo e rispettivi territori per dare man forte alla protesta. «Si tratta di scongiurare un duplice grave errore strategico da parte della politica», osserva Franco Danelli, presidente di Confcommercio Pescara. «Da un lato vogliamo evitare la realizzazione di un ulteriore centro commerciale che – in una regione già al primo posto nel rapporto fra superfici destinate alla grande distribuzione e abitanti – darebbe un colpo mortale al commercio tradizionale in grave crisi. Ma, fatto ancor più grave», sottolinea, «sarebbe l’ulteriore cementificazione di un’area che è da sempre un bacino di esondazione naturale per il fiume in occasione delle piene straordinarie dovute a precipitazioni copiose. Ricordiamo che anche recentemente, lo scorso 18 gennaio, il Pescara era seppur di poco esondato nel tratto dal ponte Capacchietti al ponte Risorgimento invadendo le golene. Una simile situazione aveva generato un flusso di liquami verso il mare con le conseguenze che tutti sappiamo, e aveva pure generato una sorta di allarme e di rischio notevole per tutta l’economia della città. Vogliamo quindi evitare che le ulteriori opere previste per arginare l’esondazione naturale a monte finiscano per convogliare maggiori flussi d’acqua fiumana a valle, ingenerando un pericolo ricorrente e costante per l’intera città di Pescara». «A luglio abbiamo sottoscritto il Patto per l’Abruzzo con il governatore Luciano D’Alfonso», ricorda Cioni, «e nel preambolo è evidenziata la necessità di riequilibrare la presenza della grande distribuzione rispetto al piccolo commercio sul territorio: noi firmammo perché c'era quella frase e ora la Regione deve tenere fede agli impegni sottoscritti pubblicamente». (lad’i)

