I commercianti del centro: «Le risse solo a Pescara Vecchia»

7 Novembre 2019

PESCARA. «Alle Merci le risse sono rare, accadono ogni tanto, non è vero che volano bottiglie qui e niente scazzottate. Questa è una zona tranquilla, a livelli alti, dove ogni attività ha la sua...

PESCARA. «Alle Merci le risse sono rare, accadono ogni tanto, non è vero che volano bottiglie qui e niente scazzottate. Questa è una zona tranquilla, a livelli alti, dove ogni attività ha la sua vigilanza privata e le volanti della polizia passano in continuazione. Nulla a che vedere con Manthoné, dove tutte le sere sono liti e botte».
Le “Merci” è il nome con cui viene identificata la zona centrale della città dove si svolge la movida notturna, ossia via Battisti, via Piave e dintorni. E Manthoné è lo storico corso di Porta Nuova dove in alcuni locali il cicchetto spopola tra i giovanissimi e in altri si respira cultura ed eleganza.
A cinque giorni dal pestaggio di un diciassettenne in via Piave a opera del branco, i titolari degli esercizi pubblici del centro, che chiedono l’anonimato, sono compatti nell’affermare che «non è vero che le Merci è un quartiere di schiamazzi e botte». Che certe cose possono accadere «anche il pomeriggio in piazza Salotto» chiosano due belle bartender di via Battisti. Infatti è accaduto ad agosto. Quando il figlio quattordicenne di un medico pescarese è stato massacrato di botte a due riprese, prima al parco Florida e poi nel salotto affollato della città. Senza che nessuno intervenisse a salvarlo dalle mazzate. Lo stesso è stato denunciato dalla famiglia del ragazzo malmenato in via Piave. Proprio accanto al luogo del pestaggio, c’è il Briciola Cafè e la sua giovanissima titolare, Simona D’Amico, 25 anni, è l’unico imprenditore che ha il coraggio di dire la sua apertamente: «Paghiamo la vigilanza privata per controllare che non accada nulla durante gli affollati fine settimana della movida e i mezzi delle forze dell’ordine passano continuamente. Inoltre, la nostra è una clientela selezionata» come a dire: a livelli più alti ci si comporta diversamente. Chiarito ciò, l’imprenditrice rivela: «Non è vero, come dicono, che qui volano bottiglie. Le risse? Se accade, non più di una volta al mese». «Andate a vedere che cosa accade in corso Manthoné» suggerisce il cliente tutto piercing e tatuaggi in un pub di via Battisti, «lì c’è davvero la giungla. In piazza Unione a un mio amico gli hanno rotto le bottiglie in faccia».
Questa è una «zona incontrollata», assicura un barista, «stamani sono almeno quattro le volanti della polizia che passano di qui» in via Battisti. E mentre lo dice, accade davvero. Il mezzo della polizia si materializza lentamente nella viuzza che sfocia su piazza Muzii dove i tavolini sono già affollati. Valentino, Nazario, Michele e Miguel si fanno una birretta in una deserta via Piave, lunedì a mezzanotte, e confermano: «Questo è un posto tranquillo, i controlli ci sono». (c.co.)