I commercianti in prefettura: «Tasse troppo alte, subito i tagli»

Le associazioni di categoria sollecitano riduzioni sulla Tari e occupazione di suolo pubblico gratis Ma anche sui Comuni pesa il caro bollette. Masci: «Pescara paga 2 milioni e 600mila euro in più»
PESCARA. Se le attività commerciali e artigianali soffrono per la pandemia e il caro-bollette, i Comuni non stanno meglio perché gli effetti della stangata saranno pesanti anche per la pubblica amministrazione. Il Comune di Pescara, ad esempio, subirà un aumento delle spese di energia per 2 milioni e 600mila euro. E quindi gli interventi di sostegno sollecitati dalle associazioni di categoria sono tutti da valutare. Le varie sfaccettature della crisi sono state esaminate ieri in un incontro convocato dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, sollecitato dalla Confesercenti provinciale e allargato a Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani, balneatori, Associazione bancaria italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
LA RICHIESTA DI AIUTi ai comunI
«Abbiamo chiesto degli aiuti», ha spiegato la presidente di Confesercenti Marina Dolci, «ma capiamo le difficoltà dei Comuni, gravati da un aumento delle bollette che arriva al 400%, per cui se è impossibile venirci incontro sulle tasse si può puntare sulla promozione». Nel tavolo di ieri Dolci vede «una task force per una nuova ripartenza» e ha apprezzato la richiesta del prefetto all’Abi di «sostenere le attività che si innovano o espandono». «Il momento è molto critico», ha aggiunto Riccardo Padovano, per Confcommercio, «e se non si trovano rimedi è difficile affrontarlo. Chiediamo una riduzione della Tari, alla gratuità dell’occupazione del suolo pubblico e ad una programmazione di iniziative, già da Pasqua. Spero che per far fronte ai costi per l’energia i Comuni taglino le spese inutili».
IL CARO BOLLETTE PER I COMUNI
Il sindaco di Pescara Carlo Masci ha registrato «un idem sentire sul tema del rilancio ma c’è la necessità», ha detto, «di remare tutti insieme nella sfida epocale di cambiamento che stiamo affrontando, dalla transizione ambientale e civica». Per il caro bollette «mi auguro che intervenga il governo, ma dobbiamo continuare a lavorare sul risparmio energetico». Quanto alle richieste ricevute, «va trovato un punto di equilibrio, collaborando e aiutando chi è in difficoltà. Non si può pensare che il Comune intervenga con dei fondi: i nostri soldi sono dei cittadini, per cui bisogna ragionarci», essendo un ente in pre-dissesto e sotto la lente di ingrandimento della Corte dei conti. «Ciò che possiamo fare è creare le condizioni per generare ricchezza, come la Bandiera blu». Per il comune di Montesilvano gli aumenti in bolletta si aggirano «sugli 800 mila euro, ma ci stiamo attivando per aiutare il commercio, per l’estendere l’occupazione del suolo pubblico gratuita a fine anno. È stata già introdotta una riduzione della Tari, e vogliamo prevedere altre somme per le attività in sofferenza e intervenire sui parcheggi, ma serve il sostegno del Governo», per l’assessore al commercio Francesco Di Pasquale. «Abbiamo già usato la leva della Tari per aiutare le attività», ha sottolineato il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito, «e siamo disponibili al dialogo e al sostegno, tanto più che stiamo costruendo il bilancio. Ma anche noi subiremo il caro bollette, da spalmare sulla Tari. Questo tavolo», ha concluso, «è un buon inizio per un confronto». «Le attività si cominciano a riprendere ma con il caro bollette è difficile», ha osservato il vice sindaco di Città Sant’Angelo Lucia Travaglini. «Comuni e associazioni di categoria possono fare ben poco, deve attivarsi lo Stato. Il Comune, ma è tutto in discussione, sta pensando di intervenire su Tari e occupazione di suolo pubblico».
L’APPELLO DELLA CGIL
È andato oltre il segretario della Cgil Luca Ondifero. «Serve un ragionamento di sistema», ha detto, «ma c’è troppa miopia da parte della pubblica amministrazione, incapace di sedersi attorno a un tavolo per fare un discorso più ampio». I due temi centrali sono «Pnrr e Nuova Pescara», per Ondifero che non ha avuto risposta dalla Provincia e dai Comuni (se non da Spoltore) alla richiesta di aprire dei tavoli. «Non ci si può fermare a sollecitare il taglio delle tasse, che è un palliativo, o al tema del consumo di alcol fino a mezzanotte. Bisogna guardare agli interessi generali e non quelli particolari. Quello che oggi chiede Confesercenti lo avevano già chiesto un anno fa i sindacati, ma si è arenato tutto».

