I commercianti: No ai poveri su corso Umberto

Protesta contro la giunta Maragno sulla scelta di un locale del centro come sede di emporio e mensa per i bisognosi
MONTESILVANO. Residenti e commercianti sul piede di guerra contro l’apertura, su corso Umberto, di una mensa dei poveri e di un emporio solidale. I cittadini che vivono o lavorano nelle vicinanze dei locali al civico 346, individuati dal Comune per offrire un servizio di assistenza ai bisognosi, sono scesi in strada ieri mattina per esprimere tutto il loro disappunto contro la scelta della giunta Maragno.
«Non abbiamo nulla contro i poveri o la Caritas», sottolinea Elisabetta De Luca di Ecocibiamo, «ma commercialmente purtroppo non possiamo non avere timori. Aprire un centro simile sul corso principale di una città, tra i negozi, non è proprio una scelta felice. Poi, come al solito, il Comune spende soldi per regalarli ai privati, quando avrebbe molto da sistemare in città».
Sulla stessa lunghezza d’onda Ester Fanfoni, di Mediatel. «Sarebbe opportuno mettere questa mensa in un posto più isolato. Spesso ci sono litigi, persone ubriache. Già il commercio è in crisi, vero che bisogna aiutare loro ma non a danno dei negozianti. Inoltre, un posto così di passaggio potrebbe rappresentare fonte di disagio anche per i fruitori stessi del servizio». Preoccupati anche i residenti. «È una vergogna», dice un pensionato che vive nell’edificio della futura mensa. «Il sindaco sta mettendo a rischio i pensionati che vivono in questo edifico».
«È una schifezza, il Comune s’impegna solo a dare fastidio», aggiunge Guido Tazzi, terremotato dell’Aquila, residente in città dal 2009. «Queste persone faranno solo danni e noi siamo contrari», sostiene il residente Giacomino Antosa. A incontrare i cittadini di corso Umberto, che si faranno promotori di una petizione, i consiglieri Manola Musa e Anthony Aliano, favorevoli alla mensa ma contrari al sito scelto. «Esistono tante alternative», sottolinea Aliano, «sia tra gli immobili del Comune, come l’ex stazioncina Fea di via Michetti, sia tra quelli privati. È bene sottolineare che l’edificio in questione è stato valutato dal privato, per un possibile futuro riscatto previsto dal contratto, ben 1 milione e 100 mila euro, quando sappiamo che il costruttore, prima della trattativa con il Comune, aveva messo in vendita lo stesso locale, chiuso da oltre 10 anni, a circa 500/600 mila euro. Per tutte queste ragioni siamo pronti a opporci con tutti i mezzi a nostra disposizione contro questa decisione».
Per l’affitto dei locali di corso Umberto, in cui dar vita alla nuova mensa dei poveri, che sostituirà quella di via Lanciano, e all’emporio solidale, il Comune pagherà alla Setac snc, del noto costruttore Alesio Carletti, 4mila 200 euro al mese. Il contratto avrà una durata di 6 anni con possibilità di riscatto dell'immobile.
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