I commercianti: «Pronti a occupare il consiglio»

7 Ottobre 2018

I negozianti del centro bocciano il progetto: no alla privatizzazione della città

PESCARA. «Adesso basta, occuperemo la sala consiliare durante la votazione del progetto dell’area di risulta». Questa volta si mostrano «davvero arrabbiati» e intenzionati a «rivoltare i tavoli» i commercianti dell’associazione ViviamoPescara, guidata da Marina Dolci, che ieri, da sotto i portici di piazza Salotto, hanno di nuovo ribadito i tanti «no» allo stravolgimento progettuale, deciso dall’amministrazione comunale, sulle aree dell’ex tracciato ferroviario a due passi dal centro cittadino. Non hanno fatto in tempo neppure a gioire del lancio, promosso dal Comune, del centro commerciale naturale atteso per decenni dagli imprenditori per rianimare il commercio in crisi, che già devono tornare «sulle barricate» per respingere al mittente un progetto «che penalizza non solo la nostra categoria, ma l’intera città a cui chiediamo di partecipare in massa a questa battaglia». In piazza, nel primo pomeriggio di ieri, si sono riuniti 12 negozianti, in rappresentanza dei 200 di ViviamoPescara: oltre a Marina Dolci di Dolci sport, anche Barbara Cazzaniga (omonime gioiellerie), Pino Tollin (Montaliani), Marco Canale (Maya), Sabrina Ciampoli (Sabrina), Laura Bevilacqua (Buffetti), Angelo Baldacci (The bed city rooms), Michele Ricci (Golden & Silver), Zaira Zamparelli (Uza), Daniela Caserta (Autore), Patrizia Cipolletta (Champion), Sonia Bernardo (Le Magie). . Il primo «no» degli imprenditori del centro è per la privatizzazione dell’area di risulta, tra verde, parcheggi e nuovi insediamenti commerciali: «Significherebbe mettere la città in mano ai privati, senza che né la comunità né il Comune possano dire la loro. L’ingresso dei privati ci fa paura perché il Comune non sarà in grado di controllare la situazione nel caso i privati decidessero di alzare prezzi tariffe dei parcheggi». È questo, il secondo passaggio «irrealizzabile, perché i 2.50 euro attuali del costo di un posteggio giornaliero sull’area di risulta non sono nulla a confronto degli 8 euro in fascia diurna e 9 euro in notturna in caso di sosta per 24 ore, proposti nel progetto di fattibilità del Comune. Oltre al fatto che si pagherà anche la riviera, attualmente gratuita, e pure di notte. Per non parlare degli abbonamenti per i parcheggi multipiano che avrebbero un costo settimanale di 45 euro, mensile da 50 a 120 euro e annuale da 500 a 1200 euro, a seconda delle fasce orarie. La sosta riservata per 50 posti auto costerebbe 220 euro mese. Chi pagherà queste cifre per venire in centro a fare shopping? Impensabile».
Pollice verso dei negozianti ai parcheggi interrati: «Hanno tempi lunghi per la realizzazione, i lavori bloccherebbero il centro città per 3-4 anni e la manutenzione è troppo costosa. Meglio i silos in altezza».
Il terrore dei commercianti, affamati di parcheggio per le loro attività, è anche la creazione dei sei ettari di verde. Ed ecco l’affondo: «Se una siepe nel giardino del terminal della stazione è riuscita a nascondere uno stupro nell’agosto scorso, figuriamoci cosa potrà accadere dentro un bosco di svariati ettari, aperto anche di notte. Diventerà un’altra terra di bivacchi e drogati».
Bocciano l’insediamento commerciale previsto dal progetto comunale: «Siamo già fin troppo noi in sofferenza, figuriamoci veder nascere altri negozi a pochi passi da piazza salotto».
Chiedono agli amministratori di ascoltare il seguente consiglio: «I 12 milioni di euro del Masterplan che il Comune rischia fortemente di perdere, nell’arco di un anno, perché i tempi burocratici per la realizzazione del parco si allungano a dismisura, dovrebbero essere utilizzati per rimodulare il progetto puntando alla riqualificazione dell’area, lasciando i parcheggi necessari al rilancio dell’economia in sofferenza del centro e bonificare l’ex tracciato dall’inquinamento».
I commercianti si dicono, invece, «favorevoli» alla creazione di un auditorium per musica e conferenze: «Non un teatro, come avrebbe voluto lo scomparso Carlo Pace che comunque ha visto lontano, ma un auditorium per spettacoli che porti gente in centro» sottolineano. Infine, la chiama alla città: «Chiediamo ai pescaresi di essere al nostro fianco in questa battaglia così come chiederemo a Federalberghi, Confcommercio e Confesercenti di lottare insieme. Perché il progetto comunale dell’area di risulta non è un problema solo nostro, ma di tutti. Occuperemo il consiglio comunale nel giorno del voto e guarderemo in faccia tutti coloro che voteranno a favore di questo scellerato progetto».