I commercianti: «Riaprite piazza Diaz al traffico»

27 Marzo 2018

Petizione con cento firme per cancellare l’isola pedonale nel centro cittadino Ma al Comune viene chiesto anche di sistemare l’asfalto e l’illuminazione

MONTESILVANO. Cento commercianti di corso Umberto, via D'Annunzio e via Vestina chiedono la riapertura al traffico veicolare di piazza Diaz e delle strade circostanti, a partire da via Mazzini e via Roma. Unica possibilità per «rinvigorire l'economia» del posto che «negli anni è andata sempre più spegnendosi» a causa della pedonalizzazione della piazza e di accessi alle vie del commercio consentiti solo in parte. In settimana i negozianti, sostenuti dalla Confesercenti diretta da Gianni Taucci (che insiste sull'idea di un centro commerciale naturale come quello creato a Pescara) e dall'Associazione Montesilvano nel cuore presieduta da Gianluca Di Domizio, incontreranno di nuovo (l'ultima riunione qualche giorno fa) gli amministratori.
Insieme, rifaranno il punto della situazione a distanza di 15 giorni dall’ufficializzazione della delibera di giunta che concede il via libera, per un «periodo sperimentale di 60 giorni», a un «nuovo assetto viario in via Mazzini, via Roma e piazza Diaz», con buona pace di alcuni residenti che ormai si sono abituati all'idea di avere il parcheggio privato sotto casa. Il vice sindaco valuterà con i commercianti anche «l'alternativa della riapertura di via Roma, pedonalizzata, per far rifiorire i locali chiusi negli anni».
Rivogliono, i cento commercianti che hanno firmato una petizione, la piazza Diaz di 15 anni fa, quando ancora vi si poteva transitare in automobile, con il passaggio delle vetture proprio davanti all'ingresso del municipio, per reimmettersi su via Roma (anni fa a doppio senso, oggi a senso unico dalla stazione fino a via Martiri d'Ungheria) e su via Mazzini, attualmente sbarrate da blocchi di cemento che non permettono l'ingresso dei veicoli (a eccezione delle biciclette) sulla piazza del Comune, resa pedonale.
Hanno ottenuto, nei giorni scorsi, un incontro «molto propositivo» con il sindaco Francesco Maragno e il vice sindaco Ottavio De Martinis, ai quali hanno elencato una serie di altri disagi e carenze, come la pulizia delle strade, la sistemazione delle buche, la scarsa illuminazione. De Martinis, ieri mattina, ha confermato le intenzioni dell'amministrazione di andare incontro alle esigenze «di cittadini e operatori commerciali che lamentano una situazione non più sostenibile» e annunciato che «dietro loro richiesta, stiamo per dare avvio alla sperimentazione, per due mesi, dell'apertura di via Mazzini da via Vestina e via Roma fino a corso Umberto».
Ermanno Di Bernardo, titolare del Caffè Daniel's su via D'Annunzio, nel tratto di fronte alla piazza municipale, è considerato dai colleghi la "memoria storica" del quartiere. Il suo bar, nato il 24 febbraio 1971 come "Tornado" e ritrovo di sportivi, è uno scrigno di foto d'epoca e autografi di campioni come Francesco Totti. Per Di Bernardo, piazza Diaz è, oggi, un «cimitero senza croci». Gli incassi «sono crollati del 50 percento» negli ultimi tre lustri.
Da quando sono «finiti i tempi delle feste di paese con la Pescara calcio intorno alla "pera"», l'aiuola a forma di frutto con le palme che si trovava proprio di fronte al portone del Comune, angolo di svolta delle automobili dirette verso le strade del centro. Nelle vicinanze si trovava anche il monumento ai caduti «trasferito dietro palazzo Baldoni che ora una associazione sta lottando per riportare in piazza».
L'imprenditore, dieci anni fa a capo del comitato piazza Armando Diaz, raccolse «tremila firme per riaprire la piazza e queste strade», racconta il barista, «sempre affollate da gente che arrivava dai paesi vicini, anche con il bus, fino alla fermata del capolinea 8».
Cancellazione dell'isola pedonale, che ha causato «una diminuzione degli incassi di almeno il 30 percento», chiesta anche dai titolari della pasta all'uovo Giansante in via San Domenico. Angela Sardellitti, della sartoria Atelier di via D'Annunzio, chiede una «dilazione del tempo dei parcheggi , da mezz'ora a un'ora, per dare possibilità alla clientela di fare acquisti con calma».
Pone l'accento sulla scarsa illuminazione della zona: «La sera ho paura di uscire dal negozio, qui fuori è buio d'inverno». E sottolinea, la commerciante, la mancanza di pulizia dei marciapiedi, mentre indica con la mano gli escrementi abbandonati dagli incivili contro le vetrine del suo negozio.
Enzo Ramaciato, tabaccheria Italia in corso Umberto, angolo via Roma, segnala le buche sulle strade e chiede anche la sistemazione dei marciapiedi dissestati. Il direttore di Confesercenti conferma che in settimana ci sarà un nuovo incontro dei commercianti con gli amministratori. E si dice soddisfatto per l'esito di quello precedente, qualche giorno fa. «Il nostro obiettivo» conclude Taucci, «è creare un centro commerciale naturale anche a Montesilvano e proporremo anche la riqualificazione dell'ex Fea per la creazione di parcheggi».