I commercianti: «Ridateci i parcheggi» I residenti: «Serve qualche correttivo»

15 Ottobre 2019

PESCARA. C'è chi la ritiene comoda, sicura e utile. Chi invece la considera un danno per il commercio della zona. A più di un anno dall'apertura alle bici della pista ciclabile di viale Muzii,...

PESCARA. C'è chi la ritiene comoda, sicura e utile. Chi invece la considera un danno per il commercio della zona. A più di un anno dall'apertura alle bici della pista ciclabile di viale Muzii, avvenuta nel luglio 2018, i pareri sulla sua funzionalità sono ancora contrastanti, anche se sembrano prevalere quelli negativi. «Percorro questa pista tutti giorni ed è molto comoda», dice Orietta Orsini, «peccato però che sia troppo breve e poco collegata con gli altri tracciati». D'accordo anche il signor Franco che la reputa eccessivamente corta. «Sono poche le persone che utilizzano questo tratto, proprio perché è molto breve e poi le macchine non possono più fermarsi per la totale assenza di parcheggi. Sono assolutamente contrario alle piste ciclabili pensate in questo modo».
TRAFFICO CAOS «Da quando c'è questa pista, la situazione del traffico lungo viale Muzii si è ingolfata parecchio», dichiara Katiuscia Tacconelli. «La fermata dell'autobus, che prima era all'altezza della farmacia, è stata spostata alla fine della strada, verso il conservatorio. Inoltre, sul lato nord in cui l'hanno realizzata ci sono numerose intersezioni con le traverse che creano situazioni di pericolo per i ciclisti. Credo che la soluzione migliore sarebbe stata collocare la pista dall'altra parte della strada, dove ci sono meno vie perpendicolari, ma anche meno attività commerciali. Sono una grandissima sostenitrice della mobilità alternativa», chiarisce Katiuscia, «mi muovo quasi esclusivamente sulla bici elettrica. Adesso ad esempio sto tornando da Francavilla, ma le piste ciclabili devono essere realizzate con maggiore cognizione di causa e ponderazione».
I COMMERCIANTI Nonostante che su viale Muzii la pista sia delimitata cromaticamente e attraverso un cordolo che la divide dalla carreggiata, c'è anche chi la ignora e sceglie di pedalare sull'asse stradale al fianco di auto. I più agguerriti sono i commercianti, che non digeriscono il tracciato ciclabile. «I clienti che usano la macchina per raggiungerci», commentano Sara Latorre e Serena Ricci della farmacia Caldarelli, «si lamentano continuamente e spesso rinunciano. I parcheggi non ci sono e i vigili urbani non sono per nulla clementi, nemmeno per pochi minuti».
«Noi commercianti siamo stati completamente ignorati quando hanno realizzato questa ciclabile. Un percorso poco utilizzato che ci ha tolto letteralmente il lavoro». È furiosa Iole Gaspari, del negozio Intimo e Calze, gestito dalla figlia Roberta Mancini. «Prima dell'inizio dei lavori ci avevano fatto vedere i progetti della pista che includevano i parcheggi anche sul lato nord della strada. Avrebbero dovuto arretrare leggermente il marciapiede guadagnando lo spazio per ricavare i posti auto. La realtà è stata ben diversa. Non hanno lasciato nemmeno la fermata del bus. Quando piove, e bastano poche gocce, la pista si allaga e i ciclisti sono costretti ad andare sul marciapiede. Non parliamo poi della totale incuria di questo viale, con scarsa illuminazione, alberi mancanti ormai da anni e altri che sembra stiano per cadere. L'unico carico e scarico è in piena curva, prima dell'intersezione con via Cesare Battisti. Il risultato è che qui la mattina è un disastro, con tutti i negozi che devono caricare la merce. Speriamo che le cose cambino».
CORSIE DEDICATE Di tutta altra opinione Antonio Ciglia, medico in pensione: «Pescara è una città che si presta alle piste ciclabili, perché si sviluppa essenzialmente in pianura. Anche se per brevi tratti, sarebbe davvero l'ideale se tutte le strade avessero corsie dedicate ai ciclisti. Su via Firenze e via Cesare Battisti, ad esempio, fino a qualche anno fa c'era una delimitazione della ciclabile ed è un peccato che oggi non ci sia più».
Proprio all'angolo tra viale Muzii e via Cesare Battisti, due amici di vecchia data, in sella alle loro bici, hanno opinioni contrastanti. «Non serve a niente questa pista», afferma Ermanno Angelozzi. «I ciclisti che la usano sono pochissimi, mentre i danni per le attività commerciali troppi». «Io proprio non ti capisco», gli risponde Roberto D'Epifano. «Ci passi sempre, eppure dici che non è utile. È assurdo. Prendo la macchina solo quando devo andare allo stadio a vedere il Pescara. Mi muovo sempre in bici e come me i miei figli. Questa pista la usiamo tutti i giorni. È comoda e sicura».