I commercianti sono sotto shock Corsa a installare le telecamere

29 Dicembre 2018

PESCARA. «Certo che ho avuto paura. Mi sono spaventato molto, ma ora non voglio più parlare di questa storia, voglio restare solo con le mie emozioni». È la reazione di Luca Del Vecchio, il giorno...

PESCARA. «Certo che ho avuto paura. Mi sono spaventato molto, ma ora non voglio più parlare di questa storia, voglio restare solo con le mie emozioni».
È la reazione di Luca Del Vecchio, il giorno dopo la rapina a fucili spianati nella gioielleria “Officine Complicato” che manda avanti da cinque anni insieme al fratello Stefano. Non vuole rilasciare dichiarazioni il gioielliere, solo tornare alla normalità, dopo l’assalto dei malviventi giovedì mattina alle 11.15, nel punto vendita in piazza della Rinascita, proprio davanti al simbolo dell’Elefante.
Nei dintorni, i negozianti sono ancora frastornati. Hanno assistito impotenti al crimine, hanno visto sfrecciare le moto con i banditi in sella e l’arma sottobraccio davanti alle loro vetrine, hanno conosciuto il panico e l’impotenza («poteva accadere a ognuno di noi»), ora pensano al potenziamento delle telecamere e della security e chiedono le ronde dei cittadini. Oltre che il rafforzamento della vigilanza delle forze dell’ordine.
Il gioielliere rimasto solo con i banditi, insieme alla commessa e a una cliente per una manciata di secondi, chiude con gentilezza la porta del suo negozio. Ieri era al suo posto, come ogni giorno. Il volto segnato dalla stanchezza e dalle troppe emozioni.
Ha vissuto attimi di terrore, quando i tre uomini e un altro che sembrava una donna ma forse era solo travestito con capelli lunghi scuri, occhiali e tacchi, sono entrati nel negozio e gli hanno «intimato di non muoversi» come ha raccontato al Centro Stefano Del Vecchio che, ieri, ai microfoni di Rete8, ha detto di provare «spavento, rabbia e impotenza». «L’azione», ha proseguito l’imprenditore, «è durata un minuto, non li abbiamo ostacolati, altrimenti chissà che cosa sarebbe accaduto».
Durante la rapina Stefano Del Vecchio non si trovava nel negozio, come lui stesso ci ha confermato. Ma testimoni raccontano di averlo «visto nelle vicinanze, si stava recando al negozio e accortosi di quanto stesse accadendo, ha tentato persino di inseguire i malviventi in fuga». Ci ha provato anche Maurizio Iacomanni, del bar di fronte «ma mi hanno bloccato, troppo pericoloso», rivela, «sono stati momenti terribili, la gente correva da tutte le parti e si rifugiava dentro al bar. Ho avuto paura per i bimbi che giocavano qui davanti con le mamme che li trascinavano via spaventate».
Luca Del Vecchio, al momento dell’assalto, era dietro il bancone. Da fuori, una dipendente della piadineria di fronte lo ha visto rifugiarsi dietro gli scaffali. Una reazione che può essere istintiva, quando ci si trova un fucile puntato contro. I colleghi negozianti che lo hanno incontrato ieri mattina riferiscono che «è ancora sotto shock».
Dopo la chiusura forzata dell’attività di giovedì pomeriggio, per consentire i rilievi della polizia scientifica, ieri la riapertura parziale. E la richiesta di silenzio.
Giuseppe Selvaroli, barista del Mood cafè dove il 2 dicembre scorso si è consumato un furto con spaccata, dice: «Poteva accadere a ognuno di noi. Le attività come la nostra sono ancora più esposte perché lavorano con i contanti». Qualcosa bisogna fare, per difendersi: «Noi, dopo il furto e dopo quanto accaduto alla gioielleria, stiamo potenziando il numero delle telecamere dentro e fuori il bar. Il posto fisso di polizia non risolve, ci vogliono le ronde dei cittadini».
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