I condizionatori donati dai volontari battono l’afa

24 Luglio 2015

PESCARA. Malati al caldo e condizionatori solo negli uffici di primari e direttori. È vero ma c’è anche un reparto in cui, da un mese, i pazienti non soffrono più il caldo. Il merito è della...

PESCARA. Malati al caldo e condizionatori solo negli uffici di primari e direttori. È vero ma c’è anche un reparto in cui, da un mese, i pazienti non soffrono più il caldo. Il merito è della beneficenza perché tre associazioni di volontariato hanno donato al reparto di Nefrologia 5 climatizzatori. Il reparto guidato da Antonio Ciofani si pone come un esempio per il resto dell’ospedale che, negli ultimi giorni di afa, oscilla tra i 29 gradi del Pronto soccorso e i 34 del Cup. Nefrologia è un esempio per due motivi. Il primo è che così dovrebbero essere assistiti i pazienti, ricoverati a una temperatura accettabile. Quanto sia importante una degenza senza patire il caldo, lo dice anche il primario: «Per certe discipline impegnative con malati gravi e con più organi compromessi, la climatizzazione della degenza può essere considerata parte integrante della terapia», queste le parole di Ciofani presentando il reparto climatizzato. Il secondo motivo è l’intreccio di solidarietà creato tra medici e volontari che ha portato al regalo inaspettato dei climatizzatori. Le associazioni che si sono impegnate per evitare il caldo nel reparto sono l’Aned (Associazione nazionale emodializzati), l’Asnei (Associazione abruzzese studio nefropatie) e Gruppo esperienze Angelini Fater. Sono associazioni di volontariato composte anche da ex pazienti. La donazione è stata resa possibile grazie a uno spettacolo teatrale della compagnia Palcoscenico 95 di Pescara.

Nefrologia è un reparto dai grandi numeri: sono circa 24 mila i trattamenti dialitici effettuati in un anno, 300 ricoveri, 400 giornate di ricovero in day hospital, 180 pazienti cronici seguiti. Numeri che fotografano un’attività quasi doppia rispetto agli altri reparti della regione. Nefrologia – 36 posti letto di dialisi e altri 9 di degenza – porta incassi alla Asl: fa segnare il 20 per cento di mobilità attiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA