I condomìni: «Riducete le tasse così acquisteremo le autoclavi»

9 Dicembre 2021

Stamattina durante un convegno le associazioni di categoria presentano le loro proposte al Comune  Tra le varie richieste, anche il controllo dei contatori e la sostituzione delle reti idriche più vecchie

PESCARA. «Abbassare le tasse sui condomìni per consentire ai cittadini di acquistare le autoclavi» allo scopo di far fronte all’emergenza idrica; «ristrutturare le reti colabrodo» del territorio; «potenziare i controlli sui contatori che registrano consumi anomali». Tutto questo con l’obiettivo di «far tornare la gente a bere dai rubinetti di casa».
Le proposte, anticipate al Centro, emergeranno oggi dal convegno “Emergenza acqua, carenza servizi e qualità” che si svolgerà stamani dalle 9 nella sala consiliare del Comune di Pescara.
I cittadini, non più di 104 per consentire il distanziamento anti-Covid, sono invitati a partecipare all’incontro organizzato dalle associazioni Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari); Acu (Associazione consumatori e utenti) e Arco (Associazione regionale consumatori) rispettivamente dirette da Marco Pierotti, Luigi Di Corcia e Franco Venni. Parteciperanno il sindaco Carlo Masci; il presidente dell’Aca Giovanna Brandelli; il biologo Giovanni Damiani, Walter Vallese per Arco consumatori.
«Lo scopo di questo convegno», spiegano Pierotti e Di Corcia, «è tenere alta l’attenzione sulla carenza di acqua e programmare in largo anticipo tutti gli interventi necessari per arrivare a scongiurare un’altra emergenza idrica in estate». Quella che ci siamo appena lasciati alle spalle ha tenuto a secco per sei mesi migliaia di cittadini di Pescara e provincia. Molti dei quali sono stati costretti a dotarsi di autoclavi per non dover armeggiare con bottiglie e taniche nell’arco della giornata.
Ma anche con questi accorgimenti non sempre tutto è filato liscio. Di Corcia: «Tantissime famiglie in centro, zona mai citata dai bollettini dell’Aca, durante l’emergenza estiva, sono state martoriate dall’abbassamento della pressione dalle 7 alle 23, penalizzati dal fatto di non avere spazi all’interno degli edifici dove installare le autocisterne. E a poco sono bastate le ore notturne per ricaricare le botti da 1.000-2.000 litri». «Così come tanti disagi», prosegue il presidente Acu, «ci sono stati per i residenti dei Colli o Fontanelle e di altri quartieri periferici che non possono permettersi l’acquisto delle autoclavi».
Ed ecco, allora, la proposta di Anaci: «Chiederemo al Comune di venirci incontro con qualche agevolazione fiscale, con l’abbattimento delle tasse per consentire agli inquilini di poter recuperare le somme per acquistare le cisterne che hanno costi elevati, intorno ai 2mila euro. Ma che una volta riempite, non bastano per più di una giornata. E, inoltre, la spinta dell’acqua nelle autoclavi a pianterreno non sempre riesce ad arrivare ai piani alti che rimangono a secco. Anche se il 90% dei condomini di Pescara e provincia hanno già l’autoclave, c’è un 10% che va in paralisi totale quando manca l’acqua».
Oltre a ciò, le associazioni chiederanno all’Aca di potenziare i controlli sui contatori. Pierotti: «Abbiamo riscontrato, da indagini di Arco consumatori, che non sono precisi, che registrano consumi anomali e pertanto vanno monitorati, meglio se da aziende esterne per una valutazione più serena». La richiesta più pressante rimane quella di sempre: «Rimettere in sesto le reti colabrodo del territorio. Siamo consapevoli che ci vogliono milioni di euro, ma troppi fondi sono stati spesi per riparare o rifare le condotte fognarie». Il convegno ha dunque l’obiettivo di «programmare gli interventi in antico», concludono le associazioni, «per evitare una nuova emergenza, la prossima estate».