I contagi in aumento: 38 nuovi casi a Città Sant’Angelo e Montesilvano

Tredici positivi nella località angolana. Perazzetti: ma il quadro è in miglioramento grazie alla rete medica A breve ultimo tampone per il sindaco De Martinis e gli assessori Santavenere e Comardi. Altri 25 contagi
CITTA’ SANT’ANGELO. Venticinque nuovi casi Covid a Montesilvano e 13 a Città Sant’Angelo, dove nei giorni scorsi si sono registrate file all’Outlet per fare il vaccino. Aumentano i contagi sul territorio, ma si ammalano di più i non vaccinati, mentre la situazione nelle scuole di Villa Canonico è in miglioramento.
Nella giornata di ieri sono stati altri 25 i montesilvanesi che hanno ricevuto dalla Asl di Pescara la comunicazione del tampone positivo. E nei giorni scorsi si è registrata anche una nuova vittima: una donna di 91 anni residente in città. Sono stati, invece, 252 i casi registrati dal primo al 30 novembre tra i residenti, di cui 93 solo nell’ultima settimana del mese scorso. Un numero che fa di Montesilvano la seconda città d’Abruzzo, dopo Pescara, per numero di contagi, mentre si attesta al primo posto per numero di bambini tra i positivi. A contribuire al preoccupante primato, senza dubbio il cluster scoperto nelle scorse settimane nel quartiere di Villa Canonico, dove diverse scolaresche sono state costrette alla didattica a distanza per via di numerosi alunni positivi. Il boom di contagi si è verificato in particolare in viale Abruzzo, coinvolgendo tutte e quattro le classi del plesso, e in due classi di via Vitello d’oro. Nell’ultima settimana, tuttavia, la situazione è pian piano tornata alla normalità. La quarta ondata di Covid a Montesilvano non ha risparmiato neanche il palazzo di città. Sono attualmente tre i componenti della giunta in quarantena per essere risultati, nelle scorse settimane, positivi al tampone molecolare: si tratta del sindaco Ottavio De Martinis e degli assessori Sandra Santavenere e Deborah Comardi. Tutti e tre gli amministratori montesilvanesi, che hanno contratto il virus da contatti diversi tra loro e non in municipio, fortunatamente non hanno avuto sintomi particolarmente preoccupanti e sono ormai in via di guarigione. Tra oggi e domani, infatti, sindaco e assessori effettueranno il tampone di controllo prima di poter tornare alla vita di tutti i giorni. È di 13 positivi il bilancio aggiornato dei contagi da coronavirus a Città Sant'Angelo. Un bilancio che, seppur ancora non completamente "pulito", può senz'altro far guardare con maggiore fiducia all'evoluzione della pandemia sul territorio, specie se paragonato con quella che era la situazione un anno fa. Allora infatti i positivi erano 37, vale a dire quasi tre volte il numero degli attuali. Non solo: mentre oggi non si registrano casi di persone ricoverate in ospedale, allora c'era almeno un ospedalizzato. Andando ancor di più a leggere i dettagli, dalle informazioni fornite si può notare che tra i positivi c'è la presenza di più soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare e inoltre ad ammalarsi più facilmente sono i non vaccinati, che tra le altre cose contraggono l'infezione in maniera più virulenta rispetto a chi ha ricevuto le due dosi di siero. Chiaro è però, che l'emergenza è tutt'altro che finita e l'osservanza delle regole e soprattutto il buon senso utilizzato fin qui devono essere conservati anche nei prossimi mesi si vuole proseguire nel percorso che ci si augura possa trascinare fuori dall'incubo pandemia. In tal senso appaiono chiare le parole del sindaco angolano, Matteo Perazzetti: «I dati in nostro possesso fotografano un quadro migliore rispetto a quello che avevamo a dicembre 2020, ma occorre mantenere lo stesso comportamento avuto finora se vogliamo conservarlo», ammonisce il primo cittadino. Che poi prosegue: «Sul territorio non si registrano particolari problemi, anche chi è positivo manifesta dei sintomi meno gravi rispetto a quelli visti in passato. In ogni caso rimane sempre attiva la rete creata dai medici di base del territorio, attraverso la quale riusciamo a individuare ogni caso di Covid in tempi brevi così da poterlo isolare ed evitare che possa infettare anche altre persone. Si tratta di un gruppo di medici che lavora da marzo 2020 e non ha mai smesso».

