I costruttori bocciano il Superbonus ridotto

Frattale (Ance L’Aquila): norme confuse, imprese e famiglie in agonia
L’AQUILA. «Decreto confuso, incertezza sulla sanatoria, imprese e famiglie in agonia». L’addio al Superbonus edilizio – che nel 2024 scende al 70% e al 65% nel 2025, ultimo anno in cui si potrà usufruire ancora dell’agevolazione, e soltanto per i condomìni – non trova il favore dei costruttori. All’indomani delle novità contenute nel decreto urgente sulle agevolazioni fiscali in materia edilizia approvato due giorni fa dal governo Meloni, non tardano ad arrivare le prime reazioni preoccupate dal settore edile.
frattale (ance) dice no
L’imprenditore Gianni Frattale (presidente Ance L’Aquila) scrive: «In 50 anni di onorata attività d’impresa non mi era mai capitato che un governo lasciasse nell’incertezza fino all’ultimo giorno norme che riguardano non solo l’attività degli edili, ma gli stessi cittadini che al Superbonus 110% guardano con l’ansia di chi deve tenere in piedi l’intera economia familiare. A un giorno dalla fine dell’anno e dalla possibilità di rendicontazione dei lavori, le imprese non sanno ancora come comportarsi. Uno stillicidio che dura da quando il Superbonus, da specchietto per le allodole di tutti i partiti è diventato materia “radioattiva” come oggi lo si definisce. Attendevamo soluzioni dal decreto, che invece porta altra confusione interpretativa che neppure gli addetti ai lavori sanno sciogliere con certezza a poche ore dalla scadenza delle rendicontazioni necessarie per avere la copertura delle spese sostenute. La nostra categoria aveva proposto un Sal (Stato avanzamento lavori) intermedio da rendicontare al 31 dicembre per chiudere le spese 2023, rientranti nel 110%, e aprire quelle del 2024 al 70%. Ora si parla di asseverazione. Va bene qualunque cosa, purché annunciata per tempo. Come si fa a fatturare entro il 31 i lavori eseguiti e caricarli sul portale dell’Enea che già risulta in tilt da quanto riferito dalle nostre imprese? Dobbiamo forse presupporre la concessione di un termine successivo per il caricamento non riportato dal decreto? E quando verrà definito questo termine? Punti interrogativi sostanziali», sostiene ancora Frattale, «a cui il decreto non dà risposte. Attendiamo che i nostri rappresentanti in parlamento si pronuncino su questioni per noi cruciali, come pure sugli effetti delle modifiche nelle aree sisma, augurandoci che non vengano adottate altre ghigliottine sommarie e che si voglia cercare una soluzione responsabile. I ritardi sui lavori, va ricordato, non sono stati causati da negligenza delle imprese, ma dalla confusione che il governo ha impresso a questo tema fin dal suo insediamento tenendo in agonia imprese e famiglie fino all’ultimo minuto. A noi e ai cittadini resta l’amarezza di essere stati traditi da leggi dello Stato. A tutti è chiaro che per calcolo politico, invece di gestirla e rimodularla, si è voluto criminalizzare una misura che pure ha permesso al Paese di uscire dalla pandemia con un’economia ineguagliata in Europa e su cui tutti i partiti hanno cercato di lucrare elettoralmente, lasciando sul campo morti e feriti. Rischioso fare impresa in un Paese come questo», chiosa Frattale.
cosa cambia
Il governo ha dunque approvato un decreto legge che introduce misure urgenti sulle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 119, 119-ter e 121 del dl 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.77. In relazione ai cantieri avviati nel rispetto dei termini sulla normativa «Superbonus 110%», sarà riconosciuto il credito d’imposta per tutti i lavori realizzati e asseverati al 31 dicembre 2023. I lavori, sulla base degli stati di avanzamento, non sono oggetto di recupero in caso di mancata ultimazione dell’intervento, ancorché tale circostanza comporti il mancato soddisfacimento del requisito del miglioramento di due classi energetiche. Per le opere ancora da effettuare, dal primo gennaio 2024 si confermano le percentuali previste a legislazione vigente. Al fine di tutelare i cittadini coi redditi più bassi e di consentire la conclusione dei cantieri «Superbonus 110%» che abbiano raggiunto uno stato di avanzamento dei lavori non inferiore al 60% al 31 dicembre 2023, è previsto uno specifico contributo, riservato ai percettori di redditi inferiori a 15.000 euro, in relazione alle spese sostenute dal primo gennaio 2024 al 31 ottobre 2024. Il contributo (la differenza tra il 70 e il 110%) sarà erogato, nei limiti delle risorse disponibili, dall’Agenzia delle entrate, secondo criteri e modalità determinati con decreto da adottarsi entro 60 giorni e non concorrerà alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.
stop al bonus villette
Stop al Superbonus per le villette dal primo gennaio. Scade domani la proroga dell’agevolazione, riservata a quanti avessero effettuato almeno il 30% dell’intervento complessivo al 30 settembre 2022.
sisma e barriere
A partire dalla data di entrata in vigore del decreto legge, si esclude la possibilità di cessione del credito d’imposta nel caso di interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici relativi alle zone sismiche 1-2-3 compresi in piani di recupero di patrimoni edilizi o riqualificazione urbana e per le quali non sia stato richiesto, prima della stessa data, il relativo titolo abilitativo. A tutela delle persone con disabilità e al fine di evitare l’uso improprio dei bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche, si limitano il novero degli interventi sottoposti all’agevolazione e i casi per i quali continua a essere previsto sconto in fattura e cessione del credito, salvaguardando la tutela delle persone con disabilità. Inoltre, sarà necessaria un’asseverazione per il rispetto dei requisiti e sarà richiesta la tracciabilità dei pagamenti («bonifico parlante»).

