I desideri dei bambini tra giochi e libri per sopravvivere a scuola

I negozianti di Pescara d’amare svelano le missive dei piccoli Pochi confessano di essere monelli, i più sono «bravissimi»
PESCARA. Mancano poche ore, poi arriverà il momento tanto atteso dai bimbi: l’apertura dei pacchi lasciati da Babbo Natale. Nelle letterine imbucate all'inizio del mese grazie a una iniziativa dei commercianti aderenti a Pescara d'amare, i più piccoli hanno chiesto giocattoli di ogni genere e tipo, sperando di ricevere i giochi che più desiderano. E tra centinaia di pensieri destinati a Babbo Natale ce ne sono alcuni poco materiali ma davvero originali.
Sapendo che per i più birichini potrebbero non esserci sorprese sotto l'albero, i bimbi assicurano di essere stati diligenti e perfino di essersi comportati «benissimissimo», ma i più onesti ammettono di aver solo «cercato di essere buono», e di «fare il bravo» in futuro, in modo da «meritare un regalo bellissimo». «Ogni tanto ho fatto il monello», scrive un bimbo che per domani chiede solo un’armonica, «quella che suona veramente». Poi chiede scusa e annuncia che migliorerà, per non far «arrabbiare mamma e papà», ora che sta «diventando grande». Anche Martina si impegna per il futuro e decora con la porporina il foglio compilato con cura per Babbo Natale mentre alcuni hanno infilato la letterina direttamente in una busta, talvolta minuscola come le loro manine, mandando i saluti anche «agli elfi e alle renne» e i più pignoli hanno indicato anche l'indirizzo di recapito: Circolo Polare Artico, Finlandia, scrive Giorgio. Federico, poi, specifica sulla busta anche il proprio indirizzo, per evitare che la slitta di Babbo Natale si fermi altrove.
«Sono stato molto bravo ma ti chiederò poco», scrive un fan di Babbo Natale e un altro si augura che il carico di regali «arrivi presto», entro «il 25 dicembre 2016», dice esplicitamente Francesca. Filippo sogna per due e spera nella consegna di «tanti regali» per sé e per il fratellino
M. sa che il cuore di Babbo Natale è grande, con i bimbi, e chiede «tutto quello che di buono esiste. Voglio solo tornare a casa al più presto e dimenticare l'ospedale», si legge nella letterina che racconta un dolore profondo. Parlano di sogni tenerissimi, invece, la lettera del bimbo che vorrebbe «tanto il ritorno del nonno», quella di chi desidera «una mamma» e quella di chi spera di trovare sotto l'albero «tanti giochi, un po' di felicità e che si curino i bambini col tumore e tante altre malattie. Vorrei pure augurare una famiglia ai bambini all'orfanotrofio e anche del cibo ai bambini che non ne hanno», dice speranzoso l'autore della missiva. E poi qualcuno confida nell’arrivo di «regali per i bambini poveri», ad esempio dei «maglioni belli caldi».
C'è chi fantastica e spera di «poter fare la foto con Babbo Natale i miei fratelli», come scrive Rebecca, e «io vorrei vederti», dice Alessandro nel suo italiano incerto. L'ingenuità tipica di questa età porta a chiedere anche «pace e amore nel mondo», «un mondo di bene» e «felicità per tutti», solo per dirne alcune. Eleonora vorrebbe «un dono speciale, l'amore» e Christian scrive: «Non un regalo ma la pace». Una bimba di appena 5 mesi, L., si accontenterà di «una bambola di pezza» mentre Lorenzo suggerisce a Babbo Natale di impacchettare per lui, insieme a un paio di giochi, «tante luci di Natale e tanta gioia».
Aspetta ardentemente l'arrivo della slitta il bimbo che vorrebbe ricevere la «notizia che tu, Babbo Natale, esisti davvero! Perché un giorno che era arrabbiata, la mia mamma mi ha detto che Babbo Natale era lei!». Qualcuno la butta sull'ironia, magari con l’aiuto di mamma e papà, e così tra le letterine spuntano quella in cui si chiedono «un sacco di soldi» e quella di chi vorrebbe trascorrere un Natale «più vincente» perché «non riesco mai a battere mia zia a carte». Scrive anche qualcuno che si firma «la Pescara Calcio» e chiede in regalo «25 punti: 8 ce li ho già e faccio 33 punti, così mi salvo». Alessia, invece, conclude le sue richieste con «un libro su come sopravvivere a scuola». Tra gli idealisti c'è un adulto che ha riempito una delle letterine rosse per sollecitare «un contratto di lavoro, anche a tempo. Va bene lo stesso».
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