I detriti fangosi tornano a invadere le sponde del Saline

10 Giugno 2020

Rifiuti individuati all’interno dell’area del sito di bonifica Rifondazione chiede l’intervento di Regione e forestali

MONTESILVANO. Cumuli di sedimenti spuntano sulla sponda del Saline e Rifondazione comunista scrive a Comune, Regione e Ministero. Nei giorni scorsi, nella zona della foce del fiume montesilvanese, proprio alle spalle del Pala Dean Martin, sono comparsi diversi mucchi di detriti dall’aspetto fangoso, in merito ai quali il partito coordinato a livello provinciale da Corrado Di Sante si interroga sulla provenienza e, soprattutto, sulla destinazione.
«In questi giorni abbiamo ricevuto la segnalazione di diversi cumuli di sedimenti lungo la sponda destra del fiume Saline in prossimità della foce, a ridosso dell’area di rimessaggio delle imbarcazioni», evidenzia Di Sante. «L'area è all'interno del Sito di interesse regionale per le bonifiche Saline-Alento (fino al 2013 Sito nazionale per le Bonifiche) e occorre rispettare le norme e le prescrizioni del testo unico sull’ambiente (L.152/2006). Terreni e sedimenti vanno considerati come rifiuto a tutti gli effetti, e prima di essere movimentati e smaltiti, vanno analizzati e caratterizzati».
Per questa ragione, Rifondazione comunista ha inviato una lettera a Comune di Montesilvano, Regione Abruzzo, ministero dell’Ambiente, carabinieri forestali e polizia provinciale con una serie di quesiti: da dove provengono i sedimenti? Chi ha autorizzato l’intervento? Prima del prelievo i sedimenti sono stati caratterizzati (analizzati)? Come verranno smaltiti i sedimenti? Resteranno sulla sponda del fiume? «Spiace constatare che pur trovandoci all’interno di un Sito Regionale di Bonifica, sito nazionale fino al 2013, dall’abbandono dei rifiuti alle attività più diverse, si ha la netta sensazione di trovarsi in una terra di nessuno», prosegue Di Sante, «frutto anche degli annosi ritardi e rimpalli istituzionali per la mancata bonifica nonostante la disponibilità di risorse pubbliche. Per la riqualificazione della zona è stato sottoscritto il 25 febbraio 2010 (oltre 9 anni fa) un accordo di programma tra ministero dell'Ambiente e Regione Abruzzo con ben 2.849.859 euro indirizzati alla risoluzione delle problematiche del Sito Saline-Alento». Rifondazione ricorda anche come, più recentemente, ci sia stato anche ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro con il Masterplan della Regione Abruzzo. «Per il centrodestra, da Marsilio a De Martinis, al governo in Regione e in Comune si conferma che la bonifica e la tutela del fiume Saline», chiosa Di Sante, «non è una priorità. Come si può parlare di turismo abbandonando e non riqualificando la principale risorsa ecologica del nostro territorio?».
A rappresentare una continua minaccia per il fiume montesilvanese sono ormai da decenni diverse attività illecite, come denunciato in più occasioni anche dall'associazione Nuovo Saline Onlus che, proprio nei giorni scorsi, è tornata sul tema. «Il lockdown aveva restituito dignità alla salute ecologica del fiume», evidenzia il coordinatore dello staff tecnico-ambientale Gianluca Milillo «mentre sono bastate poche settimane di libertà perché ogni attività ecocriminale tornasse florida e attiva. Gli sversamenti hanno ricominciato a scorrere, i rifiuti a ricomparire sulle sponde e immancabilmente anche i soggetti che operano indisturbati nelle zone vietate. L'appello è alle forze dell'ordine perché non mollino la presa e ricomincino a vigilare per prevenire e reprimere questi crimini».
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