I docenti pescaresi a Bari con le fiaccole

29 Ottobre 2016

Protesta dei nastrini rossi contro la legge sulla Buona scuola «Vogliamo il posto fisso, in Abruzzo tanti istituti senza prof»

PESCARA. Oltre 300 nastrini rossi, tra cui una ventina di abruzzesi, hanno manifestato ieri sera contro la legge sulla Buona Scuola davanti alla sede della Regione Puglia, in via Capruzzi a Bari.

Una delegazione di sedici docenti deportati, pescaresi e teatini, capeggiata da Francesca Carusi, coordinatore dei Nastrini Rossi abruzzesi, si è unita ai colleghi della Puglia (dove il movimento dei Nastrini è nato per volontà di Francesca Marsico) Basilicata e Sicilia che hanno tenuto un sit in a Bari a cui hanno partecipato le sigle sindacali locali di Cgil, Cisl e Gilda e il consigliere regionale de "La Puglia con Emiliano" Alfonso Pisicchio. Armati di fiaccole e circondati dalle telecamere di Presa diretta, i manifestanti hanno ottenuto rassicurazioni dai sindacati che porteranno la richiesta di stabilizzazione dei posti sui tavoli dei Miur ( ministero Istruzione, università e ricerca) il prossimo 2 novembre, quando si discuterà di mobilità. «I sindacati ci hanno assicurato che porteranno avanti le nostre richieste di stabilizzazione dei posti, molti dei quali in Abuzzo sono ancora vacanti e tante scuole sono ancora sprovviste di insegnanti», ha spiegato Carusi che ha raggiunto in pullman insieme ai colleghi abruzzesi Maria Casolino, Carolina Versi, Rosaria Lupoli, Yara Colantoni, Pierluigi Sagazio, Laura Messina, Valeria Argentieri, Vilma Recchia, Ernesto Caranci, Teresa Papola, Filomena Papola, Alessandro Schiavone, Alessandro Di Zio, Adriana Giammarino, Annamaria Masiello. Carusi, docente di ruolo in storia dell'arte alla Di Marzio-Michetti di Pescara e all'Itc Alessandrini di Montesilvano, rimarrà a Bari ancora un giorno per pianificare i prossimi interventi insieme a Francesca Marsico, insegnante di sostegno in una primaria barese. Tra le iniziative in cantiere, un’altra manifestazione a Roma prima di Natale: «Oggi (ieri) abbiamo scelto la Puglia perché in questa regione si concentra un gran numero, circa 5000, di docenti esodati».

In Abruzzo sono circa 400, su 900 posti disponibili, i professori, in gran parte di sostegno, che hanno preso servizio nelle scuole del nord il 1° settembre scorso e rientrati a casa nel giro di una ventina di giorni dopo aver ottenuto l'assegnazione provvisoria. Restano ancora circa 500 cattedre che potrebbero essere assegnate a tanti docenti precari.

La lotta dei docenti è finalizzata a non dover ripartire nelle città del nord il prossimo anno, dove hanno la cattedra di ruolo per tre anni consecutivi.