I familiari: ci sono anche altri responsabili

Il comitato delle vittime chiede ora che il gip respinga la richiesta di archiviazione per i politici
FARINDOLA. «Questa notizia è un obiettivo che ci eravamo prefissati da quel triste giorno». Con queste parole il presidente del comitato vittime di Rigopiano, Gianluca Tanda, commenta la richiesta di rinvio a giudizio firmata dalla Procura di Pescara per 25 imputati nell'ambito dell'inchiesta principale sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano.
«Dobbiamo e vogliamo capire che cosa sia realmente accaduto e che cosa non abbia funzionato tanto da causare la morte di 29 persone innocenti. Oggi per noi non è un traguardo o un giorno di festa da ricordare, ma un punto saldo da dove ripartire per arrivare al definitivo processo che sarà lungo e complesso. Ci sentiamo soddisfatti del lavoro della Procura e degli inquirenti, nei cui riguardi abbiamo sempre nutrito massimo rispetto e fiducia», spiega ancora Tanda. «Auspichiamo altresì che ciò che finora non è ancora emerso durante l’istituendo processo penale venire definitivamente alla luce nel dibattimento, facendoci magari conoscere anche altri ipotetici responsabili», il riferimento è ai politici per i quali è stata chiesta l’archiviazione, «che alla luce delle prove oggi acquisite sono al momento esclusi. Una cosa oggi è certa: con la richiesta di esercizio dell’azione penale da parte della Procura verso questi soggetti, è stato acclarato un dato incontrovertibile: la totale inaffidabilità e inadeguatezza a ricoprire ruoli di vertice, decisionali e istituzionali da parte di questi signori, tanto da provocare o meglio ancora non evitare ciò che è accaduto. Alcuni di essi, come è emerso, hanno anche tentato di occultare le prove della loro inefficienza e negligenza. Andremo sempre avanti e non ci fermeremo davanti a nulla fino a quando non conosceremo definitivamente i nomi dei colpevoli di questa tragedia. Lo dobbiamo a noi ma soprattutto a loro che ci guidano ogni giorno», conclude a nome di tutti i parenti del comitato vittime di Rigopiano Gianluca Tanda.
Gli imputati sono 25, tra cui l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, l'ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. Rispetto all'avviso di conclusione delle indagini, non ci sono differenze sostanziali. L'inchiesta del procuratore capo Massimiliano Serpi e del Andrea Papalia si è concentrata sulla mancata realizzazione della carta valanghe; sulle presunte inadempienze relative alla manutenzione e sgombero delle strade di accesso all'hotel; e sul tardivo allestimento del centro di coordinamento dei soccorsi. «Siamo soddisfatti della notizia e restiamo in attesa di conoscere la decisione del gip riguardo la nostra opposizione alla richiesta di archiviazione da parte della procura», aggiunge Paola Ferretti, mamma di Emanuele Bonifazi, receptionist del resort e una delle vittime della tragedia di Rigopiano.

