I familiari: «Più rispetto per chi è morto lì»

4 Maggio 2022

Rossella Del Rosso: «Le rovine sono da smantellare, affinché quel posto torni a ricoprirsi di alberi»

PESCARA. «Pensavo che lo scempio, in tutte le sue manifestazioni, fosse un fatto concluso. Invece c’è chi, a distanza di oltre cinque anni, continua a violare quel luogo per rubare povere cose, a mo’ di cimeli di un’orrida tragedia». È un commento amaro, quello di Rossella Del Rosso, sorella del gestore dell’hotel Roberto Del Rosso, tra le 29 vittime della valanga, alla notizia del furto tra i resti dell’hotel. «Oramai non provo più nemmeno sdegno di fronte alla miseria umana che simili gesti denotano. Provo solo tanta tristezza, e nostalgia per la bellezza e l’armonia che identificavano l’Hotel Rigopiano. A quella gente», conclude, «vorrei dire di avere almeno rispetto per le 29 persone che lì sono morte. E alle istituzioni di sanzionare tali comportamenti, ed ancor più di autorizzare lo smantellamento delle rovine affinché quel sito torni a ricoprirsi di alberi».
Un ringraziamento «ai carabinieri forestali della stazione Parco di Farindola, di Castelli e ai colleghi della stazione di Farindola e Penne che controllano da 5 anni l’area» arriva dal comitato Vittime. «Grazie», scrivono i familiari delle vittime, «per aver individuato e tratto in arresto la giovane coppia per essersi introdotta nel sito dell’hotel. Nonostante siano passati più di 5 anni, tutto il territorio viene ancora controllato giornalmente, a consolidare l’importanza che ha per noi tutta l’area. Siamo rammaricati per il ripetersi di questi brutti eventi e rattristati nonostante i nostri numerosi appelli, ma allo stesso tempo bisogna ricordare che in quel sito sono venute a mancare 29 persone. Abbiamo sempre invitato tutti quelli che vogliono ricordare le 29 vittime con una preghiera, oppure omaggiarle con un fiore, a recarsi davanti l’obelisco dell’hotel, ma simili atteggiamenti devono essere condannati». (s.d.l.)