I fasti di Amiternum nella doppia mostra “Secoli Augustei”

Dall’11 luglio l’esposizione a Villa Frigerj e Palazzo de’ Mayo di opere e reperti provenienti dall’importante città sabina
CHIETI. Sono due le mostre che celebrano a Chieti il bimillenario della morte di Augusto (63 a.C. - 14 d.C.), legate dal titolo "Secoli augustei. Messaggi da Amiternum e dall'Abruzzo antico", una doppia esposizione che inaugura l'11 luglio in due distinte sedi: Villa Frigerj, dov'è storicamente ospitato il Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo, e Palazzo de' Mayo, col suo Spazio Esposizioni Temporanee, sede della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti. Ed è proprio dalla collaborazione tra Fondazione Carichieti e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, mediante la locale Soprintendenza per i Beni Archeologici, che è nato questo suggestivo percorso espositivo che si snoderà, in maniera quasi complementare, nelle due sedi museali.
Tramite il linguaggio comune di quelle immagini e simboli tipici del potere fondato da Augusto, le due mostre presentano al pubblico un cospicuo numero di opere e reperti provenienti appositamente e quasi completamente da Amiternum, insediamento sabino posto nell'attuale territorio aquilano, divenuto in età augustea città di potere, di servizi e strutture cittadine, la cui funzione di centralità nel contesto territoriale si giustifica anche con uno sviluppo urbano all'incrocio di importanti strade di lunga percorrenza, tra cui la Via Caecilia. Il foro con la curia, il teatro e l'anfiteatro, le terme, i templi, gli acquedotti, la vasca porticata, le fontane, le grandi domus, le strade lastricate, il ponte, gli argini e i terrazzamenti, le sepolture monumentali e le ville suburbane costituivano gli elementi di un paesaggio urbano che registrava, tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, un forte incremento nel senso dell'articolazione interna, della monumentalizzazione e del decoro architettonico.
Da notare nell'allestimento di Palazzo de' Mayo due opere emblematiche dell'assetto culturale e sociale dell'epoca, esposte per la prima volta dopo il recente restauro, relative alla celebrazione di personalità eminenti ad Amiternum. Un monumento funerario a esedra di un triumviro augustale, dall'architettura molto complessa, e la statua virile in nudità eroica dell'ignoto proprietario di un'imponente domus, databili rispettivamente alla prima epoca imperiale e al II secolo. A Villa Frigerj, invece, il nuovo allestimento realizzato per l'occasione al piano terra, integrato con le opere già in esposizione, presenta reperti che illustrano il carattere colto della committenza dell'epoca, come nel caso delle due teste ritratto rappresentanti Augusto, l'una in basalto rinvenuta a Pescina e l'altra in pietra giunta da Amiternum. Ma la propaganda dell'immagine, l'autocelebrazione pubblica delle gentes locali ritornano anche nelle immagini statuarie, nei sontuosi letti in bronzo appartenenti a monumenti funebri, negli accenni alla vita quotidiana di un mondo che seguiva il ritmo imposto dalla capitale, come ricorda l'immagine del calendario romano affisso nel foro della città o un veicolo della propaganda imperiale come il teatro, testimoniato in mostra con due maschere in marmo. E non mancano i frammenti di statue colossali di divinità o principi che rimandano all'abbondanza di templi e di immagini di culto, tipici del tessuto monumentale e urbano di quell'epoca.
Dall'inaugurazione di venerdì 11 luglio, alle ore 18 a Villa Frigerj (ingresso 4 euro dal martedì alla domenica con orario 9-20) e successivamente, alle ore 19,30 a Palazzo de' Mayo (ingresso gratuito, per luglio e agosto da martedì a domenica con orario 19-23, a settembre dal martedì al venerdì con orario 10-13 nonché 16-20 nel weekend), le due mostre saranno visitabili rispettivamente fino al 30 settembre e fino all'11 gennaio 2015. Significativa è la scelta conclusiva del percorso espositivo di Villa Frigerj che termina con l'insegna legionaria raffigurante l'aquila in bronzo, lasciando intraprendere simbolicamente la via di un'altra storia, quella dell'Aquila, la città che ha ereditato le funzioni territoriali di Amiternum.
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