I fidanzati di Giulianova ascoltati per 5 ore dai carabinieri

25 Gennaio 2017

«Ringrazio Dio di essere vivo, ma il mio pensiero va alle altre vittime». Lo ha detto Vincenzo Forti, uno degli 11 sopravissuti alla slavina che, mercoledì scorso, ha travolto l’hotel Rigopiano di...

«Ringrazio Dio di essere vivo, ma il mio pensiero va alle altre vittime». Lo ha detto Vincenzo Forti, uno degli 11 sopravissuti alla slavina che, mercoledì scorso, ha travolto l’hotel Rigopiano di Farindola. Forti lo ha riferito all’avvocato di famiglia Pierangelo Guidobaldi che ieri lo ha accompagnato a Pescara, insieme alla fidanzata Giorgia

Galassi, anche lei scampata alla tragedia, per essere ascoltati dai carabinieri su quanto è accaduto nel resort. Un confronto durato quasi 5 ore nella sede del Comando provinciale dei carabinieri di Pescara alla presenza del maggiore Massimiliano Di Pietro, comandante del Nucleo investigativo, e del tenente colonnello Annamaria Angelozzi. Gli investigatori hanno sollecitato i due ragazzi di Giulianova al fine di ricostruire, con dovizia di particolari, tutte le fasi che hanno preceduto la valanga. Oggi pomeriggio, nella conferenza stampa che si terrà nel tribunale di Pescara alle 15, il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini dovrebbe fornire maggiori delucidazioni al riguardo.

«I ragazzi stanno rispondendo a tutte le domande, sono provati, non stanno tanto bene», ha detto Sebastiano Galassi, il padre di Giorgia. «Stanno ricostruendo tutte le fasi. Preferisco però non aggiungere altro per rispetto degli inquirenti».

Lunedì, nel giorno del ritorno a casa dopo il ricovero all’ospedale di Pescara, il padre di Giorgia aveva detto poche parole: «Soprattutto per rispetto di quanti stanno ancora soffrendo sotto le macerie e per i loro parenti con i quali siamo stati vicini nei giorni addietro ed abbiamo condiviso timori, paure e speranze. Credo sia giusto così di fronte ad una tragedia che ha segnato la vita di tante persone».