I figli di Eriberto: «Di nuovo in spiaggia nel nome di papà»

20 Giugno 2017

Anita, Luca ed Erminio Mastromattei insieme dopo 10 anni Gestiscono uno stabilimento balneare a Montesilvano

PESCARA. L’eredità di Eriberto Mastromattei, uno dei personaggi più noti e vulcanici di Pescara, sbarca sulla spiaggia di Montesilvano. Quest’estate a gestire lo stabilimento Luna Rossa saranno Anita e Luca, con la complicità del primogenito Erminio, figli del balneatore – anche se definirlo tale è decisamente riduttivo – scomparso nel 2008 e che ha fatto la storia del turismo pescarese grazie all’omonimo stabilimento.
Un’attività nata nel 1967 e che ha vissuto l’epoca d’oro tra gli anni 80 e 90, ma che oggi giace abbandonata in pieno centro, vittima della burocrazia.
Dopo essere cresciuti nello stabilimento del padre e aver ereditato da lui la passione per il mare e per l’estate, i due fratelli per un decennio si sono allontanati dal settore balneare per intraprendere ognuno il suo percorso professionale: Anita ai microfoni di Radio Parsifal, di cui è voce di riferimento, mentre Luca dietro i fornelli del suo ristorante Pescion di Pescara Porta Nuova d’inverno, e come chef privato nelle ville più “in” del Mediterraneo d’estate.
Eppure, quest’anno una nuova opportunità si è presentata sul loro percorso che i due fratelli, supportati dal fratello Erminio e dalle rispettive famiglie, hanno voluto cogliere anche per onorare la memoria dell’indimenticato padre.
«Il titolare di Luna Rossa, Bruno Di Rocco, e sua figlia, che è una mia amica», racconta Anita, «mi hanno contattato per propormi la gestione dello stabilimento e io ho subito deciso di girare la proposta a mio fratello minore Luca. Alla fine, ci siamo incoraggiati a vicenda e abbiamo deciso di raccogliere questa sfida, coinvolgendo anche la moglie di Luca, Piera (Lanotte, ndc), e mia figlia Giulia».
Da qualche settimana, quindi, il nome Mastromattei campeggia sulla spiaggia di Montesilvano dove l’arte culinaria di Luca si fonde all’eleganza e alla creatività di Anita, per dar vita a uno stabilimento accogliente ma ricercato dove, alla vita in spiaggia, si abbina una cucina gourmet caratterizza da materie prime fresche e del territorio. «Abbiamo due diversi menù», spiega Luca, il cui nome compare su diverse guide di settore, tra cui il Gambero rosso, «uno per il pranzo, ricercato ma più semplice, e l’altro per la cena».
Tra i piatti spiccano ad esempio lo scampo, mandarino e prosciutto iberico oppure lo sgombro, spuma di gregoriano e insalata esotica, ma anche pane, pasta e pasticceria – compresi i cornetti per la colazione - fatti in casa.
Ma Luna Rossa non sarà solo questo, dal momento che i fratelli Mastromattei pensano a una serie di eventi estivi di qualità, proprio come quelli che anni fa animavano le notti pescaresi grazie a Eriberto.
«Gli eventi saranno ricercati», confessa Anita che ha portato la movida a Pescara con il Jambo, da lei gestito negli anni 90, «Non voglio che si perda l’eleganza della cucina di mio fratello, anche se non mancheranno serate per i più giovani».
A differenza dello stabilimento Eriberto, Luna Rossa a Montesilvano avrà una dimensione più raccolta. «Ormai i temi sono cambiati», sottolinea Anita Mastromattei.
«Papà aveva una vera e propria azienda, con oltre 20 persone che lavoravano solo in cucina. Oggi l’unico modo per andare avanti è la gestione familiare che noi abbiamo scelto per portare avanti quei valori che lui ci ha insegnato».
E papà Eriberto che cosa penserebbe di questa nuova avventura a Montesilvano?
«Se ci guarda da lassù credo che sia felice, ma anche stupito. Non ha mai pensato che noi figli potessimo lavorare insieme e andare così d’accordo perché abbiamo dei caratteri molto forti e diversi, però ci compensiamo bene».
Infine, un po’ di nostalgia trapela dalle parole di Anita in merito allo storico stabilimento, che oggi è abbandonato proprio nel cuore di Pescara.
«Vedere chiusi gli stabilimenti d’oro di Pescara, Eriberto e Guerino, mette molta tristezza. L’amministrazione comunale non può e non deve lasciare che rimangano così ancora per altre stagioni perché va a discapito dell’intera città».
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