I figli: pronti a riaprire la sua pasticceria

11 Maggio 2015

«Papà avrebbe voluto così, quindi, se riusciremo a sistemare tutto, già da martedì torneremo tutti al lavoro in pasticceria. Non sarà facile ma dobbiamo farlo: ogni cliente ci ricorderà papà e noi ci...

«Papà avrebbe voluto così, quindi, se riusciremo a sistemare tutto, già da martedì torneremo tutti al lavoro in pasticceria. Non sarà facile ma dobbiamo farlo: ogni cliente ci ricorderà papà e noi ci prenderemo quelle parole di solidarietà. Era un grande papà, un grande marito, un grande uomo, un grande lavoratore ma ce l’hanno portato via senza pietà e nessuno ha fatto niente per evitarlo». Francesca Orlando, la figlia del pasticciere Giandomenico Orlando ucciso mercoledì scorso davanti al suo negozio di via Buozzi, aspetta giustizia. È la stessa giustizia, però, che una volta l’ha già tradita lasciando libero l’aggressore del padre nonostante le denunce. «Aspettiamo giustizia anche se mio padre non tornerà», dice Francesca il giorno dopo i funerali con un bagno di folla. La tragedia del pasticciere ucciso, con addosso il grembiule bianco da lavoro, ha colpito Pescara: l’assassino è stato il vicino di casa, Giovanni Grieco, e il motivo è da ricercare nelle liti per il presunto rumore dell’attività della famiglia Orlando. «L’omicidio non è stato un caso», sottolinea Francesca. Quel grembiule sporco di sangue, Francesca l’ha già lavato una volta. Lo laverà ancora per custodire un ricordo del padre insieme al fratello Alessio. Ma guardare quel grembiule, quasi una seconda pelle per il pasticciere Giandomenico, sarà come tornare al giorno dell’omicidio: «Io nuotavo nel sangue di mio padre», racconta Alessio, «non è accettabile che sia andata così. Purtroppo, di fronte a tante disavventure, un cittadino si ritrova solo e senza tutela». Della partecipazione della gente ai funerali con la chiesa di Sant’Andrea stracolta, gli Orlando dicono: «Papà era amato da tutti», dice Alessio, «vedere tutta quella gente mi ha fatto piacere». «Significa che nella vita nostro padre ha lasciato un buon ricordo», dice Francesca. (p.l.)