I genitori al sindaco: meno commissioni, gettoni e indennità

Le famiglie in piazza parlano di aumenti fino a 200 euro al mese per sostenere le spese dei figli nella scuola pubblica
FRANCAVILLA. Famiglie montesilvanesi in piazza per dire “no” all’aumento delle tariffe per lo scuolabus e il servizio di refezione scolastica. Dopo aver incassato il rifiuto da parte della giunta comunale a trovare un punto d’incontro sulla rimodulazione dei prezzi dei servizi a domanda individuale, i genitori si sono dati appuntamento ieri pomeriggio davanti al municipio. L’incontro autopromosso dalle famiglie, al quale hanno partecipato una cinquantina tra padri e madri, ha rappresentato l’occasione non solo per esprimere il proprio malcontento sull’aumento delle tariffe, che per alcune fasce reddituali sono più che raddoppiate, ma soprattutto per condividere possibili soluzioni da proporre agli amministratori.
L’indignazione per la stangata sul trasporto pubblico e sulle mense scolastiche, che per una famiglia con due bambini può arrivare anche a 200 euro al mese, è andata a sommarsi, infatti, a quella per l’eliminazione dell’esenzione totale per le famiglie meno abbienti.
«Siamo già costretti a pagare per usufruire della lavagna multimediale (lim) e a versare un contributo “volontario” per le spese di cancelleria», annotano i genitori. «Come se non bastasse, adesso saltano fuori anche questi aumenti che, per giunta, sono arrivati dopo che avevamo già iscritto i nostri figli nelle scuole montesilvanesi».
«Se avessi portato mio figlio dalle suore», spiega una mamma, «avrei speso 120 euro al mese, ora invece ne spenderò 98 per la scuola “pubblica”».
Presenti all’incontro i consiglieri di Rievoluzione Anthony Aliano e Manola Musa, oltre all’esponente di Abruzzo Civico Enea D’Alonzo, i quali si sono detti disponibili a rappresentare le istanze delle famiglie sui banchi del Consiglio comunale. Dopo un acceso dibattito, i genitori hanno condiviso una serie di proposte che verranno sottoposte all’amministrazione. Nel dettaglio, la ricetta formulata dalle famiglie per abbassare le tariffe, consiste nella somma di una serie di “ingredienti”: riduzione delle indennità di carica di sindaco e assessori per almeno un anno; riduzione del numero di commissioni permanenti con conseguente tagli dei gettoni di presenza per i consiglieri; apertura di un tavolo tecnico con l’impresa che si occupa del servizio di refezione per proporre la riduzione delle portate dei pasti; aumento delle tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali; dirottamento di parte dei fondi erogati dal Comune all’azienda speciale per i meno abbienti direttamente sul servizio mensa con conseguente reintroduzione dell’esenzione totale per le famiglie più bisognose. I genitori hanno, infine, proposto una raccolta firme che verrà promossa in città nell’arco di una settimana.
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