I genitori di Francesca «Felici che una bimba oggi vive grazie a lei»

31 Maggio 2021

Gianluca e Angela Gerardi accolgono l’invito a incontrare  la famiglia della piccola che ha il fegato della loro bambina

PESCARA. «Lo aspettavamo, ci speravamo». Gianluca e Angela Gerardi avrebbero voluto che qualcuno si facesse avanti per dare notizie dei tre bimbi che hanno ricevuto gli organi della loro Francesca, morta a luglio del 2018, a soli tre anni, per le conseguenze di un incidente stradale.
Ora quel desiderio si è fatto realtà perché dal Friuli, tramite il Centro, la madre di una bimba nata con un difetto genetico del metabolismo, e che oggi vive grazie al fegato di Francesca dopo il trapianto avvenuto quasi tre anni fa, ha chiesto di incontrarli. Dopo una ricerca in rete sulla famiglia della piccola Francesca, la donna ha lanciato un messaggio di ringraziamento per i Gerardi, che sente come componenti della famiglia, ma anche un invito a conoscersi.
Risponde con slancio Gianluca, interpretando anche il pensiero della moglie Angela.
Qual è stata la vostra reazione nel leggere le dichiarazioni della signora?
Ci ha fatto assolutamente piacere ricevere questo grazie, e sapere che vogliono incontrarci, anche noi lo desideriamo, assolutamente. Stavamo aspettando che qualcuno ci dicesse un semplice grazie, ci sarebbe piaciuto sapere come stanno i bambini, anche se eravamo stati informati dell’esito degli interventi, dei trapianti, pur essendo a conoscenza che le norme della donazione non consentono di avere una serie di informazioni. Ci ha fatto piacere avere il riscontro che questa tragedia ha fatto star bene tre bambini. E ci fa piacere anche che a questa bimba si dica che la donazione è arrivata da una sorellina, Francesca.
Come avete pensato a questi bambini, da allora?
Abbiamo desiderato che stessero bene, non ce li siamo mai immaginati fisicamente.
E cosa dite a questi genitori?
Di fare loro una carezza in più, da parte nostra.
E voi? Nella vostra vita è arrivato Antonio, il fratellino di Francesca.
Con l’arrivo di Antonio ci è stata data una seconda possibilità e adesso riempie le nostre giornate. Ovviamente il vuoto che ha lasciato Francesca non è sostituibile, il pensiero per lei è costante.
Un pensiero che diventa poesia, con i versi che scrive per Francesca.
Ne scrivo una al mese e le raccolgo con l’impegno di pubblicarle. Mi fa bene, forse è la mia unica valvola di sfogo. Aveva tre anni e tre mesi quando è andata via e mi sono detto che ne avrei scritta una per ogni mese che è stata qui. È un modo per comunicare con lei, per farle sentire il mio amore e il profondo dolore che provo e che credo rimarrà così, senza andarsene mai.
Ma oggi è una giornata diversa, dopo il messaggio arrivato dal Friuli?
È un momento di gioia, sì, perché sappiamo che questa bimba sta bene e che questi genitori, insieme a lei, hanno potuto ricominciare a sorridere grazie alla donazione.
La donazione è un gesto importante. Avete detto sì senza dubitare, cosa dite ai genitori che si trovano in una situazione come la vostra?
Lo rifaremmo altre cento volte. La donazione è un momento di assoluto dolore perché ti rendi conto che non c’è il lieto fine in cui speravi. Ma volevamo fare del bene, per questo abbiamo deciso per il sì. Il ricordo di Francesca continuerà a vivere nei bimbi che ha salvato, nei loro sorrisi e nei sorrisi dei loro genitori. A qualsiasi età perdere un figlio è una cosa innaturale, è il dolore più profondo che si possa provare e crediamo che un genitore non dovrebbe sopravvivere a un figlio. Ma in queste disgrazie si deve andare avanti e non perdere la speranza, anche se è difficile. E noi andiamo avanti con il ricordo della nostra bimba e con il sorriso del fratello di Francesca.
Incontrerete i genitori della piccola che ha ricevuto il fegato di Francesca?
Ci farebbe piacere conoscerli e abbracciarli perché abbiamo vissuto insieme un dolore enorme, loro per la malattia della loro bambina e noi per la perdita di Francesca, che non c’è più. Loro possono sorridere e noi siamo felici per loro. Francesca, che ritengono una sorellina, ha dato loro una seconda possibilità. Come è stata data a noi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA