I genitori riabbracciano Valeria

18 Novembre 2015

La famiglia della ricercatrice a Parigi per il riconoscimento. Il ricordo al Senato

PARIGI. Sono cominciate nel tardo pomeriggio di ieri all’istituto medico-legale di Parigi le procedure per il riconoscimento della salma di Valeria Solesin, la ricercatrice italiana di 28 anni morta la sera di venerdì 13 novembre al Bataclan nella strage dei terroristi. I genitori, Alberto e Luciana Milani, sono arrivati da Venezia nel primo pomeriggio.

Nel massimo riserbo, senza rilasciare dichiarazioni - accompagnati dalle autorità diplomatiche e consolari italiane a Parigi - sono arrivati all’istituto medico-legale che sorge proprio sulle rive della Senna, all’estremità del porto dell’Arsenal. Si sono allontanati nell’oscurità e sotto la pioggia, dopo oltre un’ora di permanenza nell’istituto, scortati dalla polizia, con i giornalisti tenuti a distanza.

La procedura per il riconoscimento di vittime di eventi catastrofici, aggressione o terrorismo è particolarmente delicata e complicata dalle differenze di regolamento da paese a paese. Prima del via libera al trasporto della salma a Venezia, dovranno essere espletate una lunga serie di formalità che purtroppo rendono ancora più doloroso il compito dei familiari. Le procedure vengono gestite, in Francia, dall’Univc, Unità nazionale di identificazione delle vittime di catastrofi, ma in ogni Paese c’è un organismo che fa riferimento a regole spesso diverse. Per questo la previsione di qualche giorno di tempo affinché la salma della giovane ricercatrice possa far ritorno in patria per il funerale sembra confermata.

Poco prima dell’omaggio che Venezia renderà oggi a Valeria alle 19 in piazza San Marco, diffuso a macchia d’olio tramite i social network, Parigi la ricorderà con una cerimonia alla Sorbona, alle 16, alla quale dovrebbero partecipare i suoi familiari.

Intanto la Fenice di Venezia, una delle istituzioni più rappresentative della sua città, venerdì, all’apertura della stagione, ricorderà Valeria Solesin, morta negli attentati di Parigi. Prima dell’inizio dell’Idomeneo di Mozart, infatti, sarà osservato un minuto di silenzio per la giovane e per tutte le altre vittime degli attacchi.

Quello di Parigi «è stato un attacco infame, in cui hanno perso circa 130 persone tra la nostra Valeria Solesin, una donna in gamba, generosa, un esempio di italiana. Ai loro genitori, grande esempio di compostezza». Con queste parole il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha ricordato la ragazza durante il suo intervento al Senato nel quale ha riferito su quanto accaduto a Parigi.

«Il governo valuti se intenda attivarsi affinché “motu proprio” possa insignire Valeria Solesin della onorificenza della medaglia d’oro quale vittima del terrorismo, per non dimenticare una giovane donna caduta per mano della cieca violenza terroristica, che con il suo lavoro e il suo impegno dava lustro al suo Paese», ha chiesto invece il deputato del Pd Michele Anzaldi, in un’interrogazione al ministro Alfano.