I geologi ai balneatori «Via le scogliere poi il ripascimento»

16 Aprile 2019

Stop ai pennelli che, secondo gli esperti, danno subito risultati ma impediscono alla corrente litoranea di rinforzare i fondali

MONTESILVANO. Balneatori, amministratori e geologi marini seduti intorno allo stesso tavolo con l’obiettivo di riqualificare il litorale di Montesilvano e tutelarlo dal problema dell’erosione.
È avvenuto ieri mattina nello stabilimento “La conchiglia azzurra”, dove la Sib Confcommercio, rappresentata da Riccardo Padovano, ha promosso una tavola rotonda per fare il punto della situazione sui problemi che colpiscono da anni la spiaggia di Montesilvano, ma soprattutto per provare a elaborare una strategia concertata e vincente per tutte le parti coinvolte. Finora, infatti, tutti gli investimenti effettuati per il posizionamento delle scogliere e per il ripascimento del litorale si sono rivelate o inutili, o risolutive per un lasso di tempo troppo limitato, o peggio ancora hanno semplicemente spostato il problema più a Nord.
È proprio a partire da questa constatazione che le sigle sindacali dei balneatori (presente all’incontro anche Fiba Confesercenti) hanno deciso di unire le proprie forze e di lanciare un appello alla Regione per risolvere una volta per tutte il problema, con evidenti benefici per l’intero comparto turistico. Ma se finora le soluzioni adottate non hanno portato i risultati sperati, come agire? Attraverso un nuovo modello per la difesa della costa che è stato illustrato, nel corso dell’incontro, da due geologi marini e docenti universitari: Diego Paltrinieri e Giancarlo Faina. I due esperti hanno, infatti, già sperimentato con successo, in altre zone d’Italia, il loro modello che è decisamente innovativo rispetto agli interventi realizzati finora in Abruzzo e che, anzi, va letteralmente “controcorrente”.
Basta con l’aggiunta di scogliere e pennelli che, al contrario, secondo i due geologi, in alcuni casi andrebbero addirittura rimossi sulla base di un preliminare studio su ciò che accade sott’acqua. «Finora, e non soltanto in Abruzzo ovviamente», evidenzia Paltrinieri, «si sono studiate le dinamiche costiere pensando al moto ondoso e tralasciando un aspetto fondamentale che è quello della corrente litoranea che poi è ciò che modella, nel tempo, le nostre spiagge. Ora è chiaro che le scogliere hanno un effetto immediato nel ripristino delle spiagge, però nel tempo questa erosione viene spostata, in questo caso sempre più a Nord. Il punto fondamentale, quindi, è monitorare questa dinamica costiera anche per la corrente litoranea di fondo, e fare dei progetti che riequilibrino questa corrente di fondo anche, se necessario, con un ripascimento importante con delle spiagge relitte sottomarine». Al termine dell’incontro, al quale hanno preso parte anche il sindaco Francesco Maragno e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, è stato concordato che, già nel mese di maggio, verrà organizzato un nuovo incontro con le strutture tecniche della Regione per valutare la possibilità di commissionare lo studio del progetto pilota da applicare sul litorale di Montesilvano. Intanto, sul fronte balneabilità delle acque, sono decisamente positivi i dati emersi per Montesilvano nella determinazione di approvazione della classificazione delle acque di balneazione della costa abruzzese. Dal 2015 al 2018, infatti, la qualità delle acque, nelle analisi condotte dall'Arta nei 4 punti di prelievo di Montesilvano, è risultata sempre eccellente. Come evidenzia l'associazione Nuovo Saline, il miglioramento dipende da tre fattori: il ripristino della funzionalità del depuratore, la chiusura di scarichi abusivi soprattutto sulla sponda nord di Città Sant’Angelo e la diminuzione dei rifiuti gettati lungo il Saline.