I gestori: «Fidatevi di noi Il virus non si prende qui»

10 Agosto 2021

PESCARA. Attenzione alta. Mai abbassare la guardia perché il virus circola rapidamente mentre risalgono i contagi. I vaccini sono fondamentali per uscire dalle secche della pandemia. Ma niente panico:...

PESCARA. Attenzione alta. Mai abbassare la guardia perché il virus circola rapidamente mentre risalgono i contagi. I vaccini sono fondamentali per uscire dalle secche della pandemia. Ma niente panico: nei bar e ristoranti la situazione è sotto controllo perché vengono applicate tutte le misure di sicurezza anti Covid.
Sono i suggerimenti e le rassicurazioni che arrivano dalle associazioni di categoria, Confesercenti, Confartigianato e Cna (Confederazione nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa), all’indomani della chiusura di due ristoranti (venerdì scorso Casamaki in piazza Salotto e sabato Hawaii sulla riviera nord) a causa del personale contagiato. Un provvedimento che ha scosso i vertici delle associazioni che però rasserenano l’utenza con una serie di considerazioni.
«I locali rispettano le normative», sottolinea Carmine Salce, direttore Cna, «ma è necessario che tutti facciamo la loro parte, a cominciare dalla vaccinazione che è un dovere per se stessi e nei confronti degli altri». Poi tutto può accadere. Fa un esempio, Salce: «Può succedere che, anche nella massima sicurezza, ma con le varianti sempre più aggressive, il personale entri in contatto con avventori contagiati o che non sanno di esserlo. Anche inavvertitamente, mentre toglie un tovagliolo o una posata e non si sanifica per bene, dopo». Il pensiero di Salce corre alle attività ferme che perderanno gli incassi di Ferragosto: «Un disastro in una località balneare dove, peraltro, secondo quanto ci hanno segnalato, la gente non vuole più mangiare al chiuso per non esibire il Green pass».
«Attenzione alta, altissima» è il monito di Gianni Taucci, direttore di Confesercenti, «noi suggeriamo sempre al personale dei locali l’uso delle mascherine Fp2 che hanno la massima protezione e la disinfezione continua. La presenza di turisti, e ben vengano meno male, aumenta il rischio, è matematico. Ma proprio perché il rischio si eleva, bisogna innalzare le difese, cioè la sicurezza. Siamo dispiaciuti ed esprimiamo solidarietà a questi esercizi commerciali costretti a chiudere e a mandare in quarantena i lavoratori, peraltro in un periodo in cui gli incassi potrebbero risollevare le sorti delle attività, ma i consumatori stiano tranquilli perché non registriamo una diffusione del problema, anche se suggeriamo loro di stare accorti. Divertirsi perché no, ma mascherina sempre alzata. Infine, la vaccinazione resta sempre l’unica arma per contenere il contagio».
«Nessun allarmismo, nessuna tragedia, niente panico» è l’esortazione di Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato, «i contagi ci sono perché siamo ancora in piena pandemia, ma non solo legati al mondo produttivo. C’è gente che non è più uscita di casa e il Covid lo ha beccato lo stesso». Vianale invita, quindi, alla calma e alla riflessione: «Il virus non si prende nei ristoranti, dove i protocolli viaggiano alla massima sicurezza. Lo testimonia il gesto responsabile dei titolari di queste attività che non si sono nascosti, ci hanno messo la faccia e in un periodo in cui avrebbero fatto i maggiori incassi, hanno preferito chiudere piuttosto che mettere a repentaglio la salute dei dipendenti e dei clienti. Questo senso di alta responsabilità da parte dei gestori è da apprezzare e lodare». (c.co.)