I giovani a quota 100: il grafico lo dimostra
Pubblichiamo lo studio statistico febbraio-agosto della Regione che mette a confronto le fasce d’età
PESCARA. In Abruzzo, come nel resto d’Italia, il coronavirus diventa un fenomeno che riguarda giovani e giovanissimi. L’età dei malati si abbassa drasticamente e, a guardare i grafici, la fascia 0-25 anni, quella meno colpita nel periodo del lockdown e nelle fasi peggiori dell’epidemia, durante l’estate cresce bruscamente e si allontana dalle altre. È quanto emerge dai dati elaborati per la prima volta dalla Regione Abruzzo. A conferma di ciò che fanno intuire i casi registrati nelle ultime settimane, arrivano i dati ufficiali. Su 208 positività emerse nel mese di agosto, cento, cioè la metà, riguardano la fascia di età compresa tra 0 e 25 anni. Segue quella 26-40, con 50 casi. Poi ci sono la fascia 41-60 anni, con 41 casi, e quella oltre 60 anni – cioè la più colpita nella fase iniziale della pandemia – che fa registrare solo 17 casi. A marzo, ad esempio, gli over 60 positivi erano 812, a fronte di soli 145 giovani che avevano contratto il virus. Significativi anche i dati sull'età media dei malati. In Abruzzo è di 55 anni, ma l'analisi delle cifre mese per mese dimostra una netta inversione di tendenza. Nei primi cinque mesi di emergenza il dato è rimasto più o meno costante: a febbraio l’età media era di 57 anni, a marzo di 56, ad aprile di 58, a maggio di 51 e a giugno di 60. Poi il periodo di quiete, frutto degli effetti del lockdown, e la successiva ripresa estiva dei contagi. A luglio l’età media scende a 41 anni e ad agosto si abbassa addirittura fino a 32 anni. I giovani e i giovanissimi, ripetono gli esperti, sono la fascia più restia al rispetto delle misure di prevenzione. Il fenomeno potrebbe assumere proporzioni ancora più importanti se si considera che i ragazzi, in molti casi, sono asintomatici. Vale a dire che ci sono persone che, non rendendosi conto di essere positive, continuano le proprie giornate contagiando amici e familiari. Proprio per questo l'utilizzo delle mascherine è fondamentale. Determinante, in tutti questi casi, l’attività epidemiologica di cui si occupano le Asl, a partire dal cosiddetto tracciamento dei contatti, con l'obiettivo di spegnere sul nascere eventuali focolai: centinaia le persone – tra parenti, amici e conoscenti dei giovani positivi – finite in quarantena e sottoposte a tampone. (l.d.)

