I grillini: 80 milioni per un ponticello di legno

28 Gennaio 2015

Denuncia del M5S: «Un’innocua delibera diventa un rischio per gli espropri, ora il sindaco la annulli»

PESCARA. «La delibera approvata ieri in consiglio comunale dall’amministrazione sembrava avere a che fare solo con la servitù di passaggio su un ponticello in legno, invece, tra le righe di quel provvedimento, si è compiuto il più pericoloso e nefasto danno che questa maggioranza poteva causare alla città: 80 milioni di euro di maggiori espropri da pagare per realizzare i parchi cittadini». È quanto denuncia il gruppo del M5S in Comune, sottolineando che «Pescara invece di diventare un Comune verde rimarrà un Comune al verde». Il ponte in questione è quello che, sul fosso Grande, collega il Comune di Spoltore con quello di Pescara. Secondo i consiglieri Enrica Sabatini, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo, «le carte vanno lette al contrario: laddove sembrava che la collettività ci guadagnasse, finisce invece per pagare due volte. A dispetto delle procedure di predissesto finanziario, il consiglio comunale ha approvato la concessione di una servitù di passaggio a favore della struttura sportiva Match Point di Spoltore, permettendone il transito su un ponticello di legno del Comune che servirà a collegare quel terreno con un altro che i medesimi proprietari hanno sul territorio pescarese. Lo scandalo», così lo chiamano i grillini, «si nasconde nella valutazione dei terreni e sul valore della servitù di passaggio operata dall’ufficio Patrimonio, che fa capo all’assessore Veronica Teodoro». Sottolineando che aree destinate a verde pubblico sono state valutate «come se fossero terreni edificabili», i grillini parlano di un’«amministrazione bipolare» e di «un atto irresponsabile, con cui il Comune, giustificandosi con un bisogno di liquidità, aumenta di 80 euro al metro quadrato il valore dei terreni solo quando sono i cittadini a dover pagare, usando due pesi e due misure». «Incassare oggi la considerevole cifra di due milioni di euro per tutti i 20 anni di servitù», aggiungono, «per le tasche dei cittadini e del Comune sarà una rovina, dovendo sborsare 80 milioni di euro in più se si dovessero acquisire tutte le aree a verde pubblico previste dal Prg, che ammontano complessivamente ad oltre un milione di metri quadrati. Quello che si prefigura è uno scenario disastroso. Il sindaco», concludono, «annulli in autotutela la delibera o il Comune, dopo il ponte del Mare e il futuro ponte del Cielo, avrà una nuova grande opera: il ponte della vergogna».