I guariti superano i decessi È la prima volta che accade

17 Aprile 2020

I dimessi salgono a 253 casi: dieci in più dei malati che purtroppo non ce l’hanno fatta

PESCARA. Il numero delle persone guarite dal coronavirus in Abruzzo supera quello delle vittime: al dato dei 253 pazienti che hanno risolto i problemi legati al Covid-19 si contrappone quello, tragico, dei 243 morti.
Il sorpasso, dopo un periodo caratterizzato da un'accelerazione veloce delle guarigioni, c'è stato nel giorno in cui i nuovi casi accertati sono 72. Un numero più alto rispetto a quello di mercoledì, ma che comunque emerge dall'analisi di una maggior quantità di tamponi. Il totale dei casi sale così a quota 2.346. Tre i decessi più recenti, dato più basso degli ultimi dieci giorni.
I DATI. I nuovi casi, accertati con i test eseguiti dal laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo e dall'università di Chieti, sono emersi dall'analisi di 1.042 tamponi: è risultato positivo il 6,9% dei campioni. Mercoledì, invece, i positivi erano stati 29, su un totale di 848 tamponi (3,4%). Si sta lavorando con attenzione proprio sulla diagnostica, una delle poche armi a disposizione, insieme all'isolamento sociale, per combattere il virus, in attesa di un vaccino. È, infatti, in costante crescita il numero di tamponi analizzati quotidianamente. Dall'inizio dell'emergenza coronavirus sono stati eseguiti complessivamente 23.786 test.
GUARITI. Il dato più significativo della giornata è quello sulle guarigioni. Sono 29 quelle più recenti, che portano così il bilancio a 253. Del totale, 202 persone da sintomatiche con manifestazioni cliniche associate al Covid-19 sono diventate asintomatiche e attendono i tamponi di controllo, altre 51 sono state dichiarate ufficialmente guarite dopo essere risultate negative in due test consecutivi. Per la prima volta il dato sulle guarigioni supera quello dei decessi. Segno di come l'epidemia stia rallentando la sua corsa, seppur in modo graduale.
VITTIME. Dopo giorni segnati da pesanti bilanci delle vittime - otto mercoledì e martedì, 12 lunedì, 15 il 9 aprile, solo per fare alcuni esempi - i decessi comunicati ieri sono stati tre: un 86enne di Pescara, un 85enne di Crecchio e una 85enne di Villa Santa Maria. Numeri 'ballerini' che potrebbero essere comunque destinati a salire di nuovo nei prossimi giorni: le persone decedute, ripetono infatti gli esperti, hanno contratto il virus anche settimane fa e il dato sulle morti non è in alcun modo ricollegabile a quello sui nuovi contagi.
A PESCARA OLTRE MILLE CASI. Analizzando i dati sui nuovi casi emerge che il maggior incremento si registra, come sempre, alla Asl di Pescara: con 34 nuovi pazienti, il totale sale a 1.005. Seguono Chieti (+30, 499 casi totali), Teramo (+5, 610) e L'Aquila (+3, 232). Il capoluogo adriatico supera, dunque, la soglia dei mille pazienti. È uno degli unici tre casi del centro Sud Italia. Considerando, però, il numero degli abitanti, che sono 317mila, il Pescarese, tra i tre, è il territorio in cui si registra il maggior numero di contagi. Gli altri due casi riguardano, infatti, la città metropolitana di Napoli, dove si registrano 2.072 positivi su 3,1 milioni di abitanti, e la città metropolitana di Bari, dove ci sono 1.029 positivi - solo 24 in più di Pescara - su 1,2 milioni di abitanti. A Foggia, ad esempio, i casi sono 780, a Salerno 587, a Brindisi 428, a Taranto 235, a Potenza 167, a Cosenza 357, a Sassari 764, a Catania 735 e a Palermo 399. Non a caso l'ospedale di Pescara, soprattutto nelle fasi iniziali dell'emergenza, è andato più volte in affanno, tanto da dover trasferire numerosi pazienti nei presidi delle altre Asl.
ISOLAMENTO DOMICILIARE. Negli ultimi giorni, però, la situazione, a Pescara, come nel resto del territorio, è migliorata. Sempre meno i pazienti gravi e in diminuzione anche quelli ricoverati in condizioni non critiche, mentre aumentano coloro che vengono gestiti a casa. Del totale dei pazienti abruzzesi, sono 42 (due in meno rispetto a mercoledì e una ventina in meno rispetto ad una settimana fa) le persone ricoverate in terapia intensiva. I pazienti in ospedale in terapia non intensiva, invece, sono 324. Anche in questo caso si tratta di un dato sceso sensibilmente negli ultimi giorni: solo rispetto all'altroieri sono 17 in meno. Tutti gli altri, ovvero 1.484 persone, sono in isolamento domiciliare da parte delle Asl. All'origine dell'incremento dei pazienti gestiti a casa c'è l'attività della task force della Regione finalizzata ad intervenire in modo tempestivo sui soggetti positivi al Covid-19. Attività che restituisce un duplice beneficio: da un lato l'alleggerimento della pressione negli ospedali, perché una persona sottoposta a terapia precoce nella maggior parte dei casi non sviluppa i sintomi più severi della patologia e non ha bisogno di ricovero; dall'altro il benessere del paziente.
UNITÀ DI CRISI. Al lavoro, per far fronte all'emergenza coronavirus, c'è l'apposita Unità di crisi attivata a inizio marzo dalla Regione. Vi operano dipendenti della Protezione civile regionale, personale delle Prefetture e personale del dipartimento della Salute, con il supporto dei dipendenti della Regione. «Abbiamo 15 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale per le attività emergenziali», sottolinea il dirigente del servizio Emergenze e della Protezione civile, Silvio Liberatore, «somma che poi dovrà essere rimborsata con fondi statali per l'emergenza.
La spesa già preventivata, però, è di circa 22 milioni. Ci sono otto milioni già contrattualizzati, ma ci sono tante spese preventivate, a partire dai 7 milioni per l'ospedale Covid di Pescara».
Per quanto riguarda la carenza di mascherine, Liberatore spiega che «il fabbisogno ospedaliero e sanitario, dopo molte difficoltà, è al momento sotto controllo».
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