I ladri riescono pure a farsi offrire il caffè

I quattro in casa di un’anziana con la scusa di controlli, il dirimpettaio carabiniere se ne accorge e arresta due rom
MONTESILVANO. È una tecnica pressoché infallibile, quella dei finti dipendenti comunali che si presentano a casa di persone anziane e sole, le raggirano e poi le derubano. C’è sempre qualcuno che cade nel tranello e anche due pomeriggi fa, a Montesilvano, in una traversa di corso Umberto, una donna di 86 anni che vive con il figlio invalido al cento per cento ha fatto accomodare quatto sconosciuti che si sono presentati come addetti municipali, incaricati di eseguire un controllo.
L’ha salvata un carabiniere che vive di fronte a lei ed è entrato in casa proprio mentre il quartetto la stava derubando. È riuscito a far sfumare il colpo e a recuperare il bottino, arrestando due dei quattro ladri. Sono Federica e Dora Guarnieri, rom della provincia di Teramo, 26 e 24 anni, che dovranno rispondere di furto aggravato.
Le cose sono andate così, stando alla ricostruzione dei militari dell’Arma, coordinati dal tenente Christian Petruzzella. L’anziana ha aperto tranquillamente la sua abitazione al gruppetto, tre donne e un uomo, e ha offerto loro un caffè, senza preoccuparsi di chiedere un documento o un tesserino di riconoscimento e di andare a fondo su chi li mandasse e perché. Non si è accorta che mentre chiacchieravano due donne si sono appartate in camera da letto e hanno aperto con chiavi e grimaldelli due bauli e una cassetta di sicurezza, prelevando oggetti preziosi per 3mila euro e denaro per altri 3mila euro.
Il piano era praticamente andato in porto quando in casa è entrato un carabiniere, dirimpettaio dell’anziana, che ha notato la porta aperta e si è insospettito. Ha cominciato a chiedere informazioni dettagliate ai quattro finti dipendenti comunali e non si è accontentato di qualche spiegazione generica, per cui i ladri hanno ritenuto opportuno allontanarsi, temendo il peggio.
Un uomo e una donna sono saltati giù da una finestra, si sono infilati in auto e sono fuggiti, mentre le due Guarnieri sono state inseguite e acciuffate dal militare mentre tentavano di andarsene. Poco dopo sono state arrestate dalle pattuglie dell’Arma arrivate sul posto.
La vittima ha riavuto, con immensa gioia, tutto il maltolto e, non sapendo come sdebitarsi con i carabinieri, ha offerto loro una parte del suoi risparmi, che ovviamente sono stati rifiutati.
Trattandosi di episodi frequenti, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Paolo Piccinelli, raccomanda di seguire alcuni accorgimenti: innanzitutto, è bene diffidare degli estranei, anche di chi si presenta come dipendente di un ente o una società conosciuti o come appartenente alle forze dell’ordine, per cui è meglio non aprire ed è sempre bene contare sulla collaborazione, e sull’occhio vigile, dei vicini. Laddove possibile vanno installati dispositivi antifurto, magari collegati con i numeri di emergenza (il servizio è gratuito), senza svelare a terzi l'esistenza di un sistema di allarme o di una cassaforte (dove vanno inseriti i documenti personali). Sempre meglio avere una porta blindata con lo spioncino e la serratura di sicurezza, magari anche videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso. Ovviamente l’allarme va attivato quando si esce.
Per le chiavi, non affidare a terzi la duplicazione e non indicare sul portachiavi nome e indirizzo. Per qualsiasi necessità, ci sono i numeri di emergenza delle forze dell’ordine.
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