I limiti del bilancio per le imprese: ecco la ricetta degli esperti

Il professor Paolone (rettore università telematica Pegaso): va quantificato il valore economico del patrimonio contabile
PESCARA. Studenti, accademici, mondo delle professioni, imprenditori e magistrati, ieri, nel polo universitario di viale Pindaro per una giornata di studi dedicata al bilancio di esercizio delle imprese e in particolare a “La funzione informativa del bilancio di esercizio delle imprese: limiti e modi di superamento”. La giornata è stata organizzata da Francesco De Luca, ordinario di Economia aziendale all’Università degli Studi D'Annunzio di Chieti-Pescara con la partecipazione dell'Accademia italiana di economia aziendale (Aidea), della Società italiana dei docenti di ragioneria e di economia aziendale (Sidrea), della Società italiana di storia della ragioneria (Sisr), del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili anche di Pescara (Cndcec), e la Fondazione per la promozione della cultura professionale e dello sviluppo economico.
Coordinatore scientifico dell'evento, Giuseppe Paolone, rettore vicario della Università telematica Pegaso, che ha anche moderato la sessione mattutina dell'incontro, dedicata ai profili economico-aziendali della funzione informativa del bilancio. Nel pomeriggio, invece, si è discusso dei profili giuridici. Coordinatore, in questo caso, è stato Fabrizio Di Marzio, ordinario di Diritto privato all’Università D'Annunzio. I lavori sono stati aperti dal prorettore vicario dell'Università D'Annunzio, Augusta Consorti. Subito dopo di lei hanno preso la parola: Michelina Venditti, direttore del dipartimento di Economia aziendale; Michele Pizzo, presidente dell’Accademia italiana di economia aziendale, Massimo Sergiacomo, presidente della società italiana di Storia della ragioneria e Elbano De Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
«Il bilancio di esercizio», ha spiegato il professor Paolone, «è un documento contabile che deve rispondere a certe regole di tipo codicistico, codice civile ma anche di tipo fiscale. È un documento che viene redatto periodicamente, ma presenta dei limiti oggettivi». A tal proposito, nel suo intervento ha posto agli studenti una domanda, ossia se «riesce oggi il bilancio a soddisfare le legittime aspettative di tutti i soggetti che presentano degli interessi?». «Dipende», ha spiegato Paolone, «dai soggetti. L’interesse dell’amministrazione pubblica è diversa dall’interesse del socio, dell’amministratore, del dirigente. Ci vorrebbero tanti bilanci per ogni soggetto e questo non accade. Dire che il bilancio soddisfa le esigenze di un socio non vuol dire nulla, perché per soddisfare le esigenze di un socio è necessario che dica qual è il valore reale di un’azienda. E questo non lo dice il bilancio, perché ci sono risorse cosiddette intangibili che non sono presenti nel bilancio. Sono invisibili, ma sono quelle che danno valore, entità al bilancio». A suo dire, bisogna lavorare e studiare come superare questi limiti. «Limiti legati al fatto», ha ribadito, «che il bilancio non risponde a tutte le esigenze dei vari soggetti. Di qui la giornata di studi. Io ho una soluzione da prospettare. Ogni fine anno accanto al bilancio civilistico, dovrebbe esserci un esperto in piena autonomia, con alta professionalità che dica qual è il valore economico, maggiore o minore, del patrimonio contabile del bilancio».
A concludere la giornata Luciano D’Amico, ordinario di Economia aziendale all’Università degli Studi di Teramo.

