I malati di Covid dirottati anche all’ospedale di Penne

14 Febbraio 2021

Scelta necessaria per assorbire i degenti di Pescara. Fials e sindaco contrari: «Pronti a dare il nostro contributo, ma così perdiamo altri importanti servizi»

PENNE. L'ospedale San Massimo di Penne dovrebbe a breve tornare ad accogliere malati Covid-19. Non c'è ancora nessun atto ufficiale, ma la possibilità è stata paventata dallo stesso direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi. Una decisione che di fatto frenerebbe le attività del presidio ospedaliero pennese.
«La scelta deriverebbe dalla necessità di far fronte all’incremento dei pazienti Covid positivi che stanno facendo ricorso al pronto soccorso dell’ospedale di Pescara», chiarisce il sindaco Mario Semproni. «Nel corso di precedenti colloqui con la direzione aziendale», spiega, «era stato ipotizzato che a Penne sarebbero giunti solo pazienti Covid-19 negativi. Nei successivi colloqui è stato invece ipotizzato l'arrivo di pazienti positivi. Sono contrario a questa scelta per più motivi», sottolinea però il sindaco. «Il San Massimo, investito dalla prima ondata della pandemia dello scorso marzo, stava pian piano recuperando la fiducia di molti pazienti che nei mesi precedenti, a causa dell'utilizzo di questo pronto soccorso in ospedale Covid, non vi si erano più recati per le proprie esigenze di salute. Non va sottovalutato inoltre che la palazzina medica, individuata come struttura ricettiva, ospita l'importante servizio di Nefrologia ed Emodialisi al quale afferiscono i pazienti affetti da insufficienza renale cronica, giustamente ritenuti pazienti fragili. Non si può non ricordare inoltre la cronica carenza a tutti i livelli del personale, chiamato a dare ogni giorno prestazioni che lo stanno provando. Tuttavia», conclude Semproni, «Penne è pronta a dare il suo contributo affinché tutti possano avere un posto letto per vincere il coronavirus».
Anche il sindacato Fials ha manifestato contrarietà al possibile ritorno di malati Covid-19 al San Massimo. «Portare pazienti Covid all’ospedale San Massimo significa decretarne la chiusura», dice il segretario regionale Fials, Gabriele Pasqualone. «Non ci sono pneumologi, c'è carenza di medici e anestesisti e non si fanno tamponi in laboratorio. Oltre a tutto ciò, riportando pazienti Covid a Penne verrebbero interrotte tutte le altre attività che proprio adesso stanno ripartendo. Penne ha già pagato dazio. La politica dovrà assumersi le proprie responsabilità per i danni che questa scellerata decisione provocherà su tutta l'area vestina», conclude Pasqualone. «È necessario che la politica si muova in difesa dell'ospedale San Massimo», incalza anche il vice sindaco Vincenzo Ferrante. «I Covid-19 andrebbero dirottati a Popoli, che a differenza di Penne ha una rianimazione, una terapia riabilitativa e più anestesisti. Penne ha 6 specialità chirurgiche (chirurgia, ortopedia, ginecologia, otorinolaringoiatra, endoscopia digestiva e oculistica) che si fermerebbero».