I medici: così l’ospedale muore

15 Gennaio 2017

Popoli, il movimento Avanti tutta boccia la proposta regionale di riordino

POPOLI. Il movimento a difesa dell'ospedale di Popoli – "Avanti tutta, indietro non si torna" – non condivide la proposta regionale presentata, due giorni fa, al tavolo tecnico congiunto con la Asl, per il rilancio del Santissima Trinità.

Ci sono almeno cinque motivi per cui il programma non è accettato dal movimento, che a sua volta ha prospettato un’idea alternativa condivisa e approvata da 18 Consigli comunali delle valli Pescara e Peligna. «Il piano regionale non prevede né il Pronto soccorso, né il reparto di Medicina», scrive uno dei responsabili del movimento, il medico Luigi Liberatore. «Il nostro obiettivo è quello di mantenere un reparto di emergenza operativo h 24, non un punto di smistamento aperto 12 ore senza una unità di Medicina dove, normalmente, è destinato il 75% dei ricoveri urgenti. Chiediamo poi di rilanciare la Riabilitazione e l'Ucg-Rai ma le risorse devono ancora essere reperite e, in ogni caso, il piano degli interventi le prevede eventualmente per il 2019. Inoltre l'Ucg-Rai, per le gravi cerebropatie, non potrà essere operativa senza Pronto soccorso e reparti come Cardiologia, Rianimazione e Chirurgia, tutti i servizi necessari che non sono previsti». Non basta. Con la week surgery, si parla di interventi di livello medio-basso con ricoveri, dal lunedì al venerdì, per pazienti programmati, residenti non oltre i 50 km, che in caso di complicanze che prevedano una degenza oltre il venerdì andrebbero trasferiti all'ospedale di Pescara.

«L'idea è buona» riprende Liberatore, «ma va inserita in un contesto ove esistano unità operative, un Pronto soccorso e posti di terapia intensiva post operatoria; infine i privati, dovendo perseguire un utile, non accetteranno mai di creare nelle loro cliniche servizi di Pronto soccorso che produrrebbero perdite economiche. Se gli indirizzi previsti non saranno emendati, l'ospedale diventerà uno stabilimento ospedaliero». (w.te.)

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