I medici di base in prima linea, senza mezzi

Il responsabile di Penne: gestiamo i pazienti sospetti e le continue chiamate di chi teme di avere il virus
PENNE. In prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus nel territorio vestino, oltre al personale sanitario dell’ospedale, ci sono anche i medici dell’Uccp di Penne, ex Utap. «Viviamo in trincea senza gli strumenti idonei per questa straordinaria emergenza sanitaria», racconta il responsabile dell’Uccp di Penne, il dottor Pio Pavone. «Siamo 12 medici di medicina generale, due pediatre e 4 medici di continuità assistenziale, guardia medica; 3 infermiere e 8 segretarie».
Come siete organizzati?
«I telefoni non smettono di squillare, viviamo da oltre dieci giorni perennemente in collegamento con i pazienti. Abbiamo dovuto far di necessità virtù per far sì che tutti avessimo del materiale idoneo a proteggerci da eventuali contagi. La protezione civile ci ha fornito guanti e qualche mascherina e abbiamo acquistato maschere FP3 e alcuni caschi da lavoro con visiera rigida. Abbiamo chiesto alla protezione civile dei dispositivi di protezione individuale, ma non abbiamo ancora ricevuto nulla».
Come state gestendo l’emergenza coronavirus?
«Abbiamo allestito nella nostra sede di via Caselli una zona di triage dove prendiamo in esame tutti i singoli casi con un’infermiera e una segretaria. Ogni medico del nostro Uccp, che gestisce pazienti anche di Farindola, Picciano e Montebello, ha a oggi almeno 5 casi di pazienti in isolamento controllato per sospetto Covid19, il test non è previsto. Ogni giorno, devono telefonarci per controllare temperatura e altri parametri».
E vengono conteggiati tra i positivi da Asl e Regione?
«No. Solo qualora la loro situazione dovesse peggiorare, avviamo la procedura di ricovero in ospedale attraverso il 118. Solo a quel punto, se il tampone dovesse risultare positivo finirebbero sulla lista diramata dalla Asl e dalla Regione».
Quante telefonate e chiamate ricevete ogni giorno? «Un numero infinito. Siamo al telefono in modo continuativo. I cittadini sono preoccupati e a ogni minimo sintomo, anche solo di tosse, hanno il bisogno di essere rassicurati e di sentire la voce del proprio medico. Tra telefonate sui cellulari, chiamate al telefono fisso dello studio sicuramente, e messaggi whatsapp possiamo dire che le interruzioni sono davvero minime».
Personalmente come state vivendo questa emergenza? «Siamo costantemente impegnati. Viviamo concentrati in modo da garantire supporto alla popolazione. Qualcuno di noi è a casa con sospetto Covid19, ma con grande senso di responsabilità continua a lavorare da remoto. Per ottimizzare i tempi, soprattutto per le ricette, e rispondere ai bisogni della popolazione cerchiamo di velocizzare le procedure via mail e via whatsapp».
Quali supporti e collaborazioni avete?
«Siamo in costante contatto con la protezione civile, col Comune di Penne e con la Asl di Pescara. L’obiettivo è superare tutto insieme questa terribile fase del nostro Paese». (f.bel.)
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