I medici: fatto il possibile per Lorenzo

10 Agosto 2019

Un’ora e mezza di tentativi a Villanesi e poi all’ospedale di Chieti per rianimare il 15enne morto mentre giocava a calcetto

FRANCAVILLA. Una malformazione al cuore, difficile da evidenziare con esami di tipo strumentale. È questo l’esito del riscontro diagnostico eseguito ieri mattina al policlinico di Chieti su Lorenzo Verna, il 15enne di Milano, morto giovedì sera a Francavilla al Mare, dove era in vacanza con la madre dai nonni paterni, che vivono a Chieti, mentre giocava a calcetto in contrada Villanesi. L’esame è stato effettuato dal dottor Pietro Falco, responsabile della Medicina Legale dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti e i risultati completi si conosceranno fra circa un mese.
La tragedia è avvenuta sotto gli occhi della madre, presente nel campetto sportivo che si trova proprio accanto al ristorante Regina Margherita, e davanti ai compagni di gioco.
L’intervento immediato di due medici che stavano cenando al ristorante - Paolo Brunetti e Chiara Petricola - e, dopo, dei sanitari del 118 di Chieti, non è servito a salvare il ragazzo. Dall’ospedale clinicizzato Santissima Annunziata di Chieti fanno sapere che bisognerà attendere l'esito degli esami istologici per stabilire se la causa della morte possa essere attribuita a una malformazione coronarica. Il riscontro è stato effettuato dal dottor Pietro Falco, responsabile della Medicina legale dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti, e i risultati completi si conosceranno fra circa un mese. È stato il professor Gabriele Di Giammarco, noto cardiochirurgo e direttore della Clinica Cardiochirurgica del policlinico di Chieti, a chiedere il riscontro diagnostico per quella che è una morte improvvisa.
«È arrivato praticamente morto», ha spiegato Di Giammarco, «per cui tutto quello che è stato fatto di ulteriore rispetto a quello che era stato già fatto, non ha sortito alcun effetto, come non ha sortito alcun effetto quello che avevano fatto tutti quelli che l'hanno soccorso fino al momento in cui è arrivato in pronto soccorso: è stato praticato un'ora e mezzo di massaggio cardiaco esterno con intubazione e ventilazione, senza avere neanche un minimo di ripresa: un edema polmonare imponente».
«Il ragazzo è stato portato dall'anestesista di guardia in terapia intensiva direttamente in sala operatoria perché pensavamo di poter far qualcosa, ma non c'è stato niente da fare. Eravamo preparati per utilizzare qualsiasi mezzo a nostra disposizione per poterlo tenere in vita», prosegue Di Giammarco «e magari precisare quella diagnosi del problema che ha portato a questa morte improvvisa, perché si è trattato di una morte improvvisa, prontamente soccorsa, prontamente sottoposta a manovre rianimatorie fin dal campo di calcio, che però non si è riusciti a invertire».
«Non è stato un paziente rianimabile», conclude il noto cardiochirurgo «e lo dico con un grande dolore».
Il pm Anna Lucia Campo ha ritenuto di non dover aprire alcuna inchiesta. Il corpo di Lorenzo è stato dunque restituito al padre Corrado e alla madre, ai nonni Gianfranco e Alessandra e al fratello Filippo, che al momento della tragedia si trovava a Milano. Nel frattempo sono stati fissati i funerali, previsti per domani alle 16 nella chiesa della Santissima Trinità a Chieti, partendo dall'obitorio dell'ospedale.
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