I medici: «Lo Spirito Santo ottenga la qualifica e i fondi»
PESCARA. «L’ospedale di Pescara esercita di fatto un evidente ruolo di ospedale di riferimento (hub) per tutte le discipline medico-chirurgiche. Le decisioni politico-amministrative e strategiche non...
PESCARA. «L’ospedale di Pescara esercita di fatto un evidente ruolo di ospedale di riferimento (hub) per tutte le discipline medico-chirurgiche. Le decisioni politico-amministrative e strategiche non possono ignorarlo». Lo scrivono 291 medici dello “Spirito Santo” in una lettera al presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso e all'assessore alla Sanità Silvio Paolucci. Per i medici «le scelte politico-amministrative e le risorse umane e finanziarie destinate alla sanità pubblica devono basarsi su dati e criteri certi e verificati. E a Pescara va riconosciuta adeguata qualifica e vanno attribuite le relative risorse, proporzionali al numero dei cittadini che vi fanno ricorso e alla grande mole di prestazioni effettuate annualmente». I ricoveri a Pescara, fanno presente, sono circa il doppio di quelli di Chieti, Teramo e L'Aquila, il tasso di occupazione è superiore a tutti e tre, e gli accessi pari a 95.696, cioè il 30% in più di Chieti e più del doppio dell'Aquila e Teramo. Per la qualifica di ospedale DEA di secondo livello, poi, un requisito di base è il numero di accessi annui superiore a 70mila, posseduto in Abruzzo solo dall'ospedale di Pescara. Dati da non ignorare, per i medici.

