«I miei genitori superarono anche la mareggiata»

MONTESILVANO. È nato per caso, grazie a una cassettina di gassose, anche lo storico stabilimento balneare Bagni Bruno di Santa Filomena, riconoscibile grazie alla grande giraffa di peluche che...
MONTESILVANO. È nato per caso, grazie a una cassettina di gassose, anche lo storico stabilimento balneare Bagni Bruno di Santa Filomena, riconoscibile grazie alla grande giraffa di peluche che accoglie i bagnanti dal lungomare. A gestirlo oggi, dopo aver affiancato per anni i genitori Bruno e Grazietta D’Annibale, è la vulcanica Pina Silvetti. «Questo non è uno stabilimento, è una famiglia dove chiunque si sente a casa», commenta oggi, con la scure della Bolkestein sulla testa, mentre sfoglia fotografie che raccontano di balli in spiaggia, feste in maschera, cene sulla riviera e il Jova Beach Party del 2019 sulla spiaggia libera che confina con la sua concessione. Tra le foto che Pina Silvetti conserva, anche le prime, scattate negli anni ’80, e quelle degli anni ’90 in cui le mareggiate inghiottirono la spiaggia distruggendo lo stabilimento. È in queste immagini che compaiono, alle prese con la ricostruzione, anche i suoi genitori che diedero vita al lido oltre 55 anni fa. «Nel 1966 iniziò mia madre, di Pianella, con una cassetta di gassose vendute sulla spiaggia», racconta. «Eravamo i “vu cumprà” italiani. La aiutava anche mio padre, prima muratore e poi cantoniere in Comune. Poi piano piano è arrivato lo stabilimento». Anche Silvetti condanna la Bolkestein che rischia di estrometterla dalla sua seconda casa. «Ci sono stabilimenti che si vendono, altri che possono essere gestiti, per cui non credo ci fosse bisogno di questa direttiva per garantire la concorrenza». E se perdesse la concessione? «Se dovesse accadere, l’estate andrò in vacanza». (a.l.)

