«I miei pazienti trattati alla stessa maniera»

Il primario sotto inchiesta si difende: ho scritto io le regole di Ginecologia. Attestati di stima dai malati
PESCARA. «Sono stato io a mettere delle regole chiare e protocollate, ad esempio, sull’accesso dei pazienti in sala operatoria: è per questo che sono tranquillo. Sono una persona onesta, non ho favorito nessuno e dimostrerò nelle sedi opportune che sono estraneo a quest’inchiesta». Maurizio Rosati, il primario del reparto di Ginecologia, spiegherà al pm Gennaro Varone perché non c’entra nulla con quelle accuse e si difenderà quando sarà ascoltato. Al momento l’inchiesta che l’ha coinvolto perché, per l’accusa, il professore avrebbe dimesso pazienti che non si erano rivolte al suo studio privato, lo lascia «amareggiato» anche se, nel paradosso, Rosati spera che sia «l’occasione per aprire gli occhi su tutto il lavoro che è stato fatto».
Nato ad Atri 54 anni fa, Rosati è considerato un luminare, uno dei maggiori esperti in ginecologia oncologica sia negli Stati Uniti che nel Nord-Europa e, per tornare nella sua regione, Rosati ha lasciato l’ospedale San Camillo di Trento. Una scelta di “cuore” per mettere a frutto la sua esperienza internazionale nella sua terra. E’ anche per questo che il professore continua a ripetere di aver «fatto tutto sempre secondo coscienza», motivo per cui non è affatto preoccupato dalla richiesta che i sindacati stanno facendo alla direzione generale, quella di «vederci chiaro» e, nel caso, «di prendere provvedimenti». «Come si fa a prendere provvedimenti su una persona che non ha ancora potuto spiegare nulla?», si domanda retoricamente il primario assistito dall’avvocato Tommaso Marchese. «Sono un medico onesto, non ho mai favorito o indotto qualcuno a scegliere il mio studio», continua a ripetere, «e se qualcuno ha potuto pensare il contrario dovrà dimostrarlo. Ma sono assolutamente tranquillo». Dopo l’articolo sull’inchiesta che ha coinvolto il primario sono stati tanti gli attestati di stima arrivati al primario in servizio a Pescara da quattro anni e che, nell’ospedale Spirito Santo, ha portato tecniche innovative.
Sono i suoi pazienti ad aver lasciato scritto sui Facebook del Centro: «Rosati è un medico disponibile nei confronti di tutti, che ha come obiettivo primario quello di lavorare per trasformare in polo di eccellenza la ginecologia di Pescara» oppure «il dottor Rosati ha seguito mia figlia e assicuro che in ospedale è stato professionale, gentile ed educato. L’unica preoccupazione che ha manifestato con noi era relativamente allo stato di salute di mia figlia». Il primario potrà chiarire al pm la sua posizione e difendersi. (p. au.)
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