I mille dell’Assoarma che difendono i valori delle forze armate

3 Novembre 2019

Di Sante, presidente imprenditore: «Se rinascessi farei il carabiniere» E il prossimo obiettivo è un progetto per «umanizzare la sanità»

L’appuntamento era a Teramo, per celebrare una giornata in onore delle forze armate, dei Corpi dello Stato, la protezione civile, le associazioni di volontariato e le polizie locali.
È solo l’ultima di una lunga serie di manifestazioni organizzate da Assoarma, presieduta in Abruzzo da Tito Di Sante. Vice presidente (e braccio operativo della federazione, che raccoglie 35 associazioni d’arma), è il colonnello Domenico De Mico. Assoarma è una realtà complessa. Al suo interno sono rappresentati dai fanti al marinai, dai bersaglieri ai granatieri di Sardegna, dagli artiglieri alla cavalleria, genieri, avieri e persino i cappellani militari, oltre a carabinieri, finanzieri, paracadutisti e ufficiali in congedo.
Assoarma persegue diverse finalità, come indicato nel suo statuto. Tra queste, «la difesa dell’unità della Patria e dell’onore della Bandiera, l’esaltazione e la difesa dei valori e delle tradizioni delle forze armate, concorrere alla crescita morale e civile del Paese», partecipando anche ad attività sociali e umanitarie. Un esempio dell’impegno di Assoarma, e dei suoi associati, è giunto in occasione dei vari terremoti che hanno devastato il territorio abruzzese, e che hanno visto gli iscritti impegnarsi in prima persona nel soccorso delle operazioni colpite. Tutte le cariche elettive, fatta eccezione per il vice presidente, hanno durata triennale, non prevedono remunerazione.
L’anima abruzzese di Assoarma è Tito Di Sante, che fa l’imprenditore, e ha dedicato la sua vita all’impresa di famiglia che opera nel settore dei mobili. Fratello di Giandomenico, (che si è spento nel 2016 e che ha ricoperto gli incarichi di presidente del cda della Banca dell'Adriatico, della Camera di Commercio di Teramo, presidente regionale di Confcommercio Abruzzo, vice presidente dell'Unione Industriali), Tito Di Sante ha sempre «creduto fermamente nelle istituzioni. Mio padre», racconta, «ci ha insegnato a essere laboriosi e onesti, e a lavorare per tenere alti i valori che sono alla base della nostra Nazione». Tito, però, ha sempre coltivato un sogno: «Se potessi rinascere», dice con la semplicità delle persone forti, «farei il carabiniere, per andare a caccia di delinquenti. In tutta la mia vita lavorativa, più o meno 40 anni, avrò preso sì e no 20 giorni ferie, ed è con questo stesso spirito che avrei affrontato anche un impegno nell’Arma». Tito Di Sante, in realtà, coltiva anche un altro progetto, che non ha molto a che vedere con le divise ma che abbraccia in pieno uno degli obiettivi di Assoarma: rendersi utili a chi ha bisogno. «Vorrei provare a umanizzare la sanità. Quando una persona va in ospedale, o in una casa di riposo, oltre alle cure la vicinanza, una parola buona, la gentilezza, possono fare la differenza, e anche aiutare nella guarigione». Di Sante racconta di aver preso contatti con il professor Marco Lombardo, già primario del reparto di oncologia all’ospedale di Pescara e attualmente presidente della Lilt, per realizzare questo suo progetto che p diventato un obiettivo per l’Assoarma. Un progetto articolato, spiega il colonnello De Mico, che parte da un convegno, che prevede anche un evento con la banda dei carabinieri o di altre forze armate e iniziative di sensibilizzazione. Anche in questo caso Assoarma vorrebbe dedicare una targa, così come ha fatto in precedenza con diverse forze dell’ordine e la magistratura, per celebrare il lavoro di chi, ogni giorno, si dedica al progresso della società.
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