I musei pescaresi Colonna e Cascella gestiti dai privati

Per recuperare le ingenti perdite, il Comune corre ai ripari L’assessore: bando entro tre settimane, poi l’assegnazione
PESCARA. Dall’esternalizzazione dei musei Colonna e Cascella può arrivare la svolta: le strutture culturali oggi rappresentano note dolenti per le casse dell’amministrazione comunale, ma per l’assessore Giovanni Di Iacovo nei prossimi mesi le cose sono destinate a migliorare, con l’affidamento in gestione di due dei principali musei comunali della città.
Le spese per la gestione infatti vengono coperte per appena il 6,77 per cento con gli incassi: per quanto riguarda i vari servizi offerti dal Comune, quello di musei, gallerie e mostre è il peggiore dal punto di vista strettamente finanziario. A fronte di 85mila euro entrati in cassa, sono usciti un milione e 255mila euro. Qualcosa però a breve può migliorare per quanto riguarda i musei Colonna e Cascella, due tra le principali strutture della città: «Che i musei in molti casi siano in perdita è un dato nazionale: non è mai facile farne fonte di introiti per la pubblica amministrazione», spiega l’assessore alla Cultura, «ma la situazione a Pescara può quantomeno essere migliorata con l’affidamento esterno che, almeno per quanto riguarda il Colonna e il Cascella, da un lato renderebbe questi luoghi più fruibili, e dall’altro libererebbe riscorse per il Comune».
Secondo Di Iacovo, alla base della situazione attuale c’è un errore di fondo: «Chi ci lavora non è inquadrato con il contratto di Federculture: vi sono assegnati dipendenti comunali, ai quali ad esempio va chiesto di fare lo straordinario per tenere aperto il museo nel fine settimana», spiega l’assessore, «per questo stiamo per varare un bando che riformerà completamente la gestione del museo Colonna attraverso l’esternalizzazione: sarà pubblicato nel giro di due o tre settimane, e già in un mese potrebbe esserci l’assegnazione. In questo modo si potrà ad esempio sfruttare il bar all’interno del museo che può portare introiti, e utilizzare a pieno regime il bookshop, per vendere regolarmente gadget e pubblicazioni legati al museo, e non solo in occasioni di mostre e manifestazioni», aggiunge Di Iacovo.
«Sono tutte piccole economie a corredo degli introiti degli ingressi che possono sia far aumentare i guadagni, sia rendere più fruibile il museo per i pescaresi e i turisti», sottolinea Di Iacovo.
«Allo stesso tempo», va avanti l’assessore, «la gestione esterna potrà permettere di riassorbire in altre strutture comunali chi ora è impiegato al Colonna», continua l’assessore, «così da un lato si crea un’economia, e dall’altro si soddisfano altre esigenze dell’amministrazione».
È lo stesso modello che tra poco sarà applicato al museo Cascella: «Stiamo per riaprire un gioiellino», afferma, «dentro il Cascella ci sono tante opere di pregio, ma attualmente il museo è organizzato male. Lo stiamo riorganizzando completamente grazie alla fondazione Genti d’Abruzzo: anche in questo caso ci saranno orari più larghi e maggiori iniziative. Queste iniziative per i due musei sono state portate avanti basandoci su uno studio di fattibilità, prodotto dall’università D’Annunzio», conclude Di Iacovo, «e finalmente stiamo cambiando una situazione nata da errori di impostazione del passato».
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