I negozi si preparano a riaprire domani «Ora basta chiusure»

Le attività ripartono dopo un mese di stop per il Covid Gli esercenti: «L’abbigliamento è stato il più penalizzato»
FRANCAVILLA. Se da un lato i negozianti di Francavilla accolgono con gioia la notizia della riapertura a partire da domani, dall'altro rimane il timore per un futuro ancora estremamente incerto. Dopo la protesta messa in atto in settimana, con le vetrine smontate e le luci spente alla Sirena, dopo la lettera scritta dal sindaco Antonio Luciani e dall'assessore Luisa Russo al governatore Marco Marsilio per chiedere la ripartenza del settore, venerdì sera è arrivata la notizia tanto attesa: da domani si torna in zona arancione e i negozi di abbigliamento possono ricominciare a lavorare.
Del resto, come sottolineato da più parti, erano rimasti tra i pochi costretti a mantenere la saracinesca abbassata. Questo è stato uno dei fattori su cui la categoria ha battuto, ottenendo l'ascolto da parte delle istituzioni. «Dopo un altro mese di chiusura non possiamo che essere felici», taglia corto Maurizio Nastasi, rappresentante dei commercianti di Francavilla centrale e promotore della protesta insieme al collega Benedetto De Rubeis, «detto questo, il timore per quello che può riservarci il futuro è alto e condiziona le scelte del settore: noi sappiamo che questa settimana saremo aperti, ma nessuno può darci la certezza di lavorare anche la prossima. Ci saranno nuove valutazioni, probabilmente arriverà una nuova ordinanza e temo si andrà avanti così ancora per un po’. Nel frattempo però noi riorganizziamo i negozi, prepariamo la merce, ma soprattutto igienizziamo e mettiamo in sicurezza per garantire la salute di tutti, nostra e dei clienti, che rimane il bene principale da tutelare».
La sua collega Diana Santalucia aggiunge: «Non so quanto abbia inciso la protesta sulla riapertura, certo è che far sentire la propria voce fa sempre bene. Adesso quello che vogliamo è rimanere aperti, indipendentemente dai colori in cui il territorio finirà». Poi spiega: «Non ha senso far lavorare parrucchieri, estetisti, negozi per bambini, fiorai, ferramenta e lasciare chiusi i soli negozi di abbigliamento. Se si lasciano aperte le sole attività di prima necessità, come supermercati e farmacie, chiudendo tutto il resto, allora lo posso accettare. Ma se gli unici a pagare dobbiamo essere noi, no».
Sulla riapertura è intervenuto anche l'assessore al commercio Luisa Russo: «Intanto voglio esprimere la soddisfazione per la notizia della ripartenza. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di fare il possibile per appoggiare i negozianti, scrivendo la lettera al governatore che ha raccolto l'appello. Del resto, i negozi rimasti chiusi nell'ultimo periodo erano davvero pochi rispetto al totale e non era corretto non far lavorare solo quelli che vendono abbigliamento. Ora dovremo batterci per non farli più chiudere».
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